Non si tocchi la cooperazione internazionale
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Non si tocchi la cooperazione internazionale

Il Forum del Terzo Settore protesta e denuncia il pericolo della scomparsa del volontariato nei Paesi a Sud del mondo. Il governo ha tagliato i fondi.

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20 Luglio 2011 - 10.22


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Il Forum del Terzo Settore protesta e denuncia il pericolo della scomparsa del volontariato nei Paesi a Sud del mondo. Il governo ha tagliato i fondi.

In una nota congiunta le associazioni hanno scritto: “Nel silenzio e nella distrazione generale lo scorso 12 luglio il Consiglio dei Ministri ha varato un provvedimento con il quale azzera di fatto il volontariato impegnato nei Paesi in via di sviluppo, dopo che aveva già tagliato ulteriormente i fondi a quello impegnato in Italia. È bastato introdurre nel decreto di proroga delle missioni militari all’estero due commi per eliminare le figure dei volontari e dei cooperanti previsti nella legge sulla cooperazione internazionale”.

Per il portavoce del Forum, Andrea Olivero, “questo provvedimento, messo in atto all’insaputa degli organismi che avrebbero dovuto essere coinvolti, ha delle conseguenze che non possiamo accettare”. Ancora una volta, ha continuato Olivero, “il Governo ha agito senza ascoltare la voce dei diretti interessati, con un’azione che rischia di mandare all’aria la lunghissima tradizione della cooperazione internazionale, abbandonando a se stessa quella vastissima risorsa che lavora per il nostro Paese e per i Paesi in via di Sviluppo, che si chiama volontariato”.

Sergio Marelli, coordinatore della Consulta relazioni internazionali del Forum, ha ricordato che “tra il 2008 e il 2011 i finanziamenti previsti per le iniziative di cooperazione allo sviluppo sono passati da 94 milioni di euro a poco più di 11. Un sacrificio assurdo e inutile che fa risparmiare al Paese solo pochi milioni di euro, attuato in un momento in cui già scarseggiano principi morali ed etici, cultura della responsabilità e senso di solidarietà con i più deboli”.

I due commi, ha intimato Olivero, “vengano ritirati in sede di approvazione parlamentare” e si aprano “tavoli di confronto con le parti interessate”.

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