Un portale scritto con l'AI lo dichiara. Bing lo porta in prima pagina, Google mostra solo la home
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Un portale scritto con l'AI lo dichiara. Bing lo porta in prima pagina, Google mostra solo la home

Da agosto a ottobre Astrologo Online ha ricevuto 715 clic da Bing e 14 da Google. Le pagine sono le stesse.

Un portale scritto con l'AI lo dichiara. Bing lo porta in prima pagina, Google mostra solo la home
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3 Novembre 2026 - 20.15


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Il 25 ottobre questo giornale ha raccontato i timori dei siti d’informazione per il traffico che le sintesi di Google possono togliere. Un caso italiano mostra l’altro lato: un sito scritto con l’AI, che lo dice, riceve due risposte opposte da due motori di ricerca.

Carlo Cucuzza, consulente di digital marketing di Catania, con l’AI ha costruito Astrologo Online: 179 pagine e undici calcolatori dei pianeti e dei punti del tema natale. Sulla home ha spiegato così il progetto: «Ho voluto dimostrare che una persona sola, con le competenze giuste e l’AI come alleata, può creare un portale che compete con le redazioni più grandi».

Cosa fa l’AI e cosa no

La sezione 17 della Privacy Policy del portale elenca gli usi dell’AI generativa: la redazione di articoli sui segni, gli ascendenti e i pianeti, le interpretazioni dei risultati dei calcolatori, parti del codice, i suggerimenti per le FAQ, la traduzione e l’adattamento da fonti storiche. La pagina Chi siamo aggiunge che «parte dei testi è redatta con il supporto di sistemi di intelligenza artificiale, sempre sotto la mia supervisione editoriale».

Dalla stessa sezione restano fuori le date, i calcoli astronomici e le effemeridi. Il sito avverte che i contenuti generati con l’AI «possono contenere imprecisioni, errori storici o interpretazioni non condivise da tutti gli studiosi», e assegna alle sue informazioni un valore «culturale, simbolico e di intrattenimento».

Google descrive il limite di questi sistemi nelle indicazioni sui contenuti creati con l’AI generativa: «i modelli generativi non recuperano fatti, ma prevedono una sequenza probabile di parole». La posizione di un pianeta a una data e a un’ora invece si calcola, e per i calcolatori il sito indica Swiss Ephemeris, la libreria di Astrodienst basata in larga parte sulle effemeridi del Jet Propulsion Laboratory della NASA. In una prova del 1° novembre, per una nascita a Catania il 15 marzo 1985 alle 14.30, il calcolatore ha dato un ascendente in Leone a 11,95 gradi, lo stesso valore di una copia della libreria installata a parte.

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Due motori, due risposte

Dal 3 agosto al 31 ottobre Google Search Console, il servizio con cui Google riferisce ai proprietari dei siti, conta 269 impressioni e 14 clic, tutti sulla home. Nello stesso periodo Bing Webmaster Tools, lo strumento equivalente di Microsoft, conta 29.646 impressioni e 715 clic.

Il 3 novembre, su dodici ricerche costruite con i titoli delle pagine del sito, Bing ha mostrato Astrologo Online in prima pagina undici volte. In quattro casi era al primo posto: «marte in vergine», «giove in vergine», «saturno in scorpione» e «lilith in acquario». Lo stesso giorno, su DuckDuckGo, Brave e Mojeek, una ricerca limitata al dominio ha restituito le pagine interne, dai calcolatori alle schede dei segni.

Le visite arrivano anche alle schede. Secondo Independent Analytics, il programma di statistica del sito, nei tre mesi fino al 3 novembre 142 delle 144 schede in mappa hanno avuto visite. Fra le 76 con almeno dieci visitatori, la durata media di visualizzazione supera i tre minuti in 55 casi: 8 minuti e 43 secondi su Marte in Vergine, 14 su Saturno in Scorpione.

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Cosa riporta Google

La mappa del sito inviata a Google elenca 178 indirizzi, e Search Console non vi segnala errori. Il 1° novembre l’ispezione di 20 pagine ha dato tre risposte. La home risulta indicizzata. Dieci pagine, tra cui i calcolatori di ascendente e Luna e il tema natale, sono state scansionate e non indicizzate. Le altre nove risultano sconosciute a Google.

Per nove delle dieci pagine scansionate, Google indica fra i riferimenti indirizzi su domini .lol, .site, .icu e .art. L’ispezione non dice se pesino sulla valutazione.

Dove si legge la dichiarazione

Dal 2 agosto 2026 si applica in via generale il regolamento europeo sull’intelligenza artificiale. L’articolo 50 chiede di rendere noto il testo generato con l’AI e pubblicato «allo scopo di informare il pubblico su questioni di interesse pubblico», salvo quando il contenuto ha avuto una revisione umana o un controllo editoriale e qualcuno ne detiene la responsabilità editoriale. Google suggerisce: «valuta la possibilità di aggiungere informazioni su come sono stati creati».

Astrologo Online pubblica la propria dichiarazione nella home, in Chi siamo e nella sezione 17 della Privacy Policy. Dal 2 novembre la porta anche sulle schede: su 164 delle 178 pagine in mappa, sotto la firma, si legge «Testo redatto con il supporto di sistemi di intelligenza artificiale, sotto la supervisione editoriale di Carlo Cucuzza».

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Cosa mostra il confronto

Google scrive che usare l’AI per «generare molte pagine senza aggiungere valore per gli utenti» potrebbe violare le sue norme sullo spam. In un articolo del 2023 dichiara di voler premiare i contenuti di qualità «a prescindere da come siano realizzati». Sulle pagine scansionate e non indicizzate la sua guida dice: «In futuro la pagina potrebbe essere indicizzata o meno».

I dati non spiegano la scelta di Google e non dicono se l’AI c’entri. Mostrano tre cose: le schede sono raggiungibili, Bing le mette in prima pagina su ricerche concrete, e sulle schede più visitate la visualizzazione media dura qualche minuto. Per ora, fra i due motori, è Bing a portare lettori ad Astrologo Online. Se Google indicizzerà le schede, lo stesso confronto dirà come se la cavano anche lì.

Come sono stati raccolti i dati

Impressioni e clic vengono da Google Search Console e da Bing Webmaster Tools, periodo 3 agosto-31 ottobre 2026, ricerca web. Le visite vengono da Independent Analytics, ultimi tre mesi al 3 novembre. Le dodici ricerche su Bing sono state fatte il 3 novembre senza accedere a un account, scegliendo le parole fra i titoli del sito: il campione non è casuale. Le ricerche su DuckDuckGo, Brave e Mojeek sono passate dal metamotore SearXNG. Le 20 pagine ispezionate in Search Console non consentono stime sull’intero sito.

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