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Anzaldi: "Rispetto per la morte, ma basta dare spazio alle fake news dei no-vax in televisione"

Il deputato segretario della vigilanza Rai commenta la morte per Covid del biologo Franco Trinca, spesso ospite dei talk show a sostenere teorie anti-scientifiche

Anzaldi: "Rispetto per la morte, ma basta dare spazio alle fake news dei no-vax in televisione"

globalist

5 Febbraio 2022 - 16.16


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Onorevole Anzaldi, è di oggi la notizia della morte di Covid di un biologo no-vax spesso ospite in tv. Che riflessioni le suscita?
“Di fronte alla morte è doveroso esprimere il massimo rispetto. Purtroppo credo che certa tv, in questi come in altri casi simili, abbia giocato un ruolo altamente negativo. Quando si entra dentro la dinamica del ‘personaggio televisivo’ è più difficile ragionare e magari tornare indietro sulle proprie scelte. Il biologo novax Franco Trinca, diventato noto al grande pubblico dopo uno scontro tv in cui Selvaggia Lucarelli lo aveva contrastato con signorilità ma anche con grande nettezza sulla questione vaccini, appariva molto appassionato alle sue idee. Se si finisce sotto i riflettori assumendo posizioni antiscientifiche su questioni vitali come la salute e diffondendo fake news, poi diventa complesso fare retromarcia e magari si finisce col mettere a rischio la propria vita e quella degli altri”.

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Mattarella ha speso parole per una stampa libera e indipendente. Ma ha anche criticato la presenza no-vax in tv. Cosa sarebbe opportuno fare per dare seguito alle parole del capo dello Stato?
“Ai ripetuti appelli del Capo dello Stato ci si sarebbe attesi un’immediata presa d’atto del servizio pubblico radiotelevisivo, ma la Rai invece ha continuato a dare ampio spazio ai no vax, in particolare in alcune trasmissioni come Cartabianca su Rai3, e questa è stata l’ennesima caduta della tv pubblica. Tocca quindi intervenire alla commissione di Vigilanza che, pur con i propri tempi, a seguito delle parole di Mattarella ha avviato l’iter per una risoluzione sull’equilibrata rappresentazione dell’emergenza pandemica da parte del Servizio pubblico. Proprio questa settimana è previsto il passaggio in commissione, mi auguro che ci sia un’ampia condivisione”.

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La pandemia un giorno sarà alle spalle. Ma che indicazioni generali si possono trarre da questa vicenda se cose simili si ripeteranno in futuro?
“La pandemia non ha mostrato certamente il volto migliore della Rai. Tutti ricorderanno le continue interruzioni della programmazione per le conferenze stampa di Conte, addirittura con la linea da Palazzo Chigi che interrompeva o cancellava intere edizioni dei tg. Se ciò poteva apparire giustificato nei primi giorni della pandemia, nei mesi successivi è apparso un abuso senza precedenti. Una gestione complessivamente inadeguata, se pensiamo anche al diluvio di repliche e agli errori sul mancato acquisto dei diritti di streaming per le Olimpiadi di Tokyo. La pandemia ha confermato, se ancora ce ne fosse bisogno, che la Rai ha bisogno di una profonda ristrutturazione, a partire dall’informazione dove da anni si attende l’applicazione del Piano News che porterebbe la tv pubblica italiana al pari con i servizi pubblici europei”.

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