Con il ritorno della pandemia Covid i palalinsesti Rai vanno ridisegnati con intelligenza

Non per parlare di più del virus, anzi. Ora, infatti, ne parliamo troppo. Bisogna cercare e fare propri i suggerimenti di esperti e non dei mostri creati dai talk

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Onofrio Dispenza 3 novembre 2020

Con morti a centinaia, e destinati a crescere se non saremo intelligenti e responsabili, e all'avvio di nuove, più strungenti misure all'insegna della severità e della sobrietà, non sarebbe bene sedersi e ridisegnare i palinsesti Rai?

Non per parlare di più di Covid, anzi. Ora, infatti, ne parliamo troppo, ovunque, sempre, con approssimazione e in maniera ripetitiva, ossessionante e ansiogena.

Ma per ridisegnare con intelligenza ed equilibrio le proposte del servizio pubblico. Di tutto, di più, come diceva un vecchio messaggio promozionale, ma con un'idea legata alle necessità del tempo che viviamo. Di tutto, di più ma non quel che cozza con il tempo orribime che stiamo attraversando.

Certo, ci vuole pure il sorriso, ma il sorriso, che pure ci vuole in tempi orribili e difficili, il sorriso non cresce col cafonal dilagante.
Non è facile, certo. Per far bene, bisogna cercare e fare propri i suggerimenti di esperti (veri) della comunicazione, (veri) della psiche, (veri) della sociologia e della cultura vera, non dei mostri creati dai talk. E' necessario e urgente, considerato che ai piani alti, e medi, di via Mazzini, per questo, non possiamo contare su eccellenze, anzi.

Certo, una cosa è certa e bisogna rendersene conto: non sono e non saranno giorni per ballare con le stelle, o per sfogliare in tv, come accade dal mattino a sera, attraversando penosi pimeriggi, pagine di gossip che non si trovano più neanche nelle sale d'attesa del podologo.