Michele Santoro a 82 anni dalla morte di Gramsci: "Voglio comprare l'Unità"

In una lunga intervista sul Corriere della sera il popolare giornalista racconta: "Ho presentato un'offerta al proprietario, il costruttore Massimo Pessina"

Michele Santoro

Michele Santoro

globalist 27 aprile 2019

"Ho presentato un'offerta al proprietario, il costruttore Massimo Pessina". In una lunga intervista al Corriere della sera Michele Santoro parla del suo prossimo obiettivo: acquisire il giornale fondato da Antonio Gramsci, l'Unità, da quasi due anni lontano dalle edicole, ma che evidentemente conserva intatto il suo fascino di bandiera, una testata storica della sinistra. L'interesse di Santoro era una voce, ora lui stesso lo dice in chiaro.


Santoro parla di tutto sul Corriere e confessa di guardare con perplessità all'attuale nuovo corso del Pd:



"C'è un vuoto di proposte. Il Pd non analizza i mutamenti sociali provocati dalla Rete - dice Santoro -. Resta affezionato al welfare verticale, dal centro alla periferia".



E aggiunge:



"Di notte non sogno l'incontro Di Maio-Zingaretti. Però non andrei a dire in giro che i 5 stelle sono uguali alla Lega. Palmiro Togliatti avrebbe osservato che questo è il modo migliore per rafforzare l'attuale governo".



Michele Santoro, oggi lontano dalla Rai si occupa della sua Zerostudio's. Progetti, analisi della comunicazione e poca voglia di parlare, da quasi un anno. Al Corriere della sera racconta una cosa mai detta a nessuno sulla trasmissione "Servizio Pubblico", il 10 gennaiuo 2013,che andò in onda su La7 con Silvio Berlusconi, che, tra l'altro, fece il pieno di ascolti (8.670mila telespettatori, 33,5% di share).



"In quella trasmissione con Berlusconi e Travaglio assunsi una posizione sbagliata - dice oggi Santoro -. Accettai che salisse la temperatura, come se il duello non mi riguardasse. Rinunciai a fare il mio lavoro. Uno skipper non abbandona mai la barca".