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Addio a Enrico Fierro, giornalista rigoroso che raccontava il mondo con affreschi di realtà

A lungo giornalista de l'Unità e poi al Fatto Quotidiano, sempre coerente con le sue scelte politiche e di coscienza. E l’amore per la vita, per i suoi figli e per il Sud.

Laura Aprati e Enrico Fierro
Laura Aprati e Enrico Fierro

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8 Novembre 2021 - 19.50


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di Laura Aprati

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Attento. Sensibile, rigoroso nel lavoro e nella vita. Ogni suo articolo era un piccolo affresco di realtà. Sia che raccontasse la storia di Isabella, 34 anni barista, morta per un malore alla stazione Termini o della mamma di Filadelfia che cercava i resti di suo figlio ucciso dalla lupara bianca. 
Ogni articolo era una  piccola inchiesta anche sociologica, l’analisi della società che ci cambia sotto gli occhi. Una vita a raccontare storie di politica, di crimine e di gente comune: dal poliziotto con le sneakers, ai terremotati di L’Aquila o Amatrice.
‘O Ministro e l’omicidio Fortugno. Le inchieste di camorra e di ‘ndrangheta. L’attenzione alle diseguaglianze.
Sempre coerente con le sue scelte politiche e di coscienza.
E l’amore per la vita, per i suoi figli e per il Sud.
Chef per passione: la sua mitica genovese!
E le sigarette, una tirava l’altra.
Un amico, un fratello con cui condividere le scelte, gli errori, Natale e Capodanno.
E il 23 novembre sarà il tuo compleanno.

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Biografia
Nato ad Avellino il 23 novembre 1951, dopo la stagione dell’impegno politico militante nel Pci, l’arrivo al quotidiano l’Unità, dove diventa inviato speciale. Poi una lunga esperienza al Fatto Quotidiano. E, un anno fa, il passaggio al Domani. 
nel corso della sua carriera Fierro ha collaborato con “La Voce della Campania”, “Dossier Sud”, “L’Espresso”, “Epoca”. Per la pubblicazione del volume “La santa. Viaggio nella ‘Ndrangheta sconosciuta”, assieme a Ruben H. Oliva, ha ricevuto il Premio “Globo d’Oro” 2007-2008, il Premio “Paolo Borsellino” 2007 e il Premio “Itaca” 2008.
È autore inoltre di “Dieci anni di potere e terremoto” (1990) e “O ministro. La Pomicino story” (1991), scritti con Rita Pennarola e Andrea Cinquegrani; “E adesso ammazzateci tutti” (2005), “Ammazzàti l’onorevole” (2007). Per il teatro ha curato testo e regia di “O cu nui o cu iddi” con Laura Aprati.

 

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Avevo saputo solo da poco dei problemi di salute che all’improvviso avevano travolto come una valanga Enrico Fierro.

In questo momento di tristezza e commozione ricordo i tanti momenti appassionati e spesso scanzonati con abbiamo condiviso alla redazione de l’Unità, dove l’impegno per seguire argomenti seri e delicati come le mafie, il terrorismo e il malaffare si univa all’ironia e anche alla gioia di lavorare in qualcosa in cui credevamo.

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Enrico era un giornalista meticoloso sempre coerente con le sue idee, con un profondo senso di giustizia e di giustizia sociale.

Un giornalista vero.

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Un abbraccio a tutti coloro che gli hanno voluto e gli vogliono bene

 

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Gianni Cipriani

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