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Un fiasco pagato a peso d'oro: chiude Politics

Nel 2017 il talk show di Semprini sarà archiviato per i bassi ascolti: chi pagherà per questo incredibile insuccesso?

Gianluca Semprini conduttore di Politics
Gianluca Semprini conduttore di Politics

globalist Modifica articolo

17 Novembre 2016 - 16.18


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di Adelmina Meier

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Pure il Divino Otelma lo avrebbe previsto. Che all’inizio del nuovo anno Politcs verrà archiviato come uno dei più clamorosi insuccessi e sprechi, non è una notizia, ma il tardivo certificato di un decesso annunciato. Archiviato con una collezione di 2 virgola e di un 3 (parliamo di share) solo in occasione del terremoto elettorale Usa. E un risultato comunque da chiusura quando Renzi è passato da queste parti, proseguendo in tutti gli altri canali e in tutti gli altri salotti e sgabelli. Dunque, che Politcs chiuda è cosa buona e giusta. Resta il conto salatissimo che si è dovuto pagare per una scelta scellerata e onerosa testardamente voluta da Daria Bignardi, chiamata, chissà perché, a dirigere Rai3.

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Chi pagherà? In un Paese serio, a Daria Bignardi verrebbe mostrata l’uscita. Stessa indicazione per chi la Bignardi ha voluto in Rai, trattenendo dal “ben servito” parte del danno arrecato all’azienda. Così si dovrebbe fare se si volesse rendere credibile il rapporto con i consumatori, chiamati a pagare il canone in bolletta. Canone al quale ora – come si sa – non si può sfuggire. Ora, di questa pagina triste e ingloriosa, resta il peso di Semprini, il conduttore. Preso da Sky,  per andare in Rai ha ottenuto l’assunzione a tempo indeterminato, e da caporedattore, da dirigente. Veniamo allo scenario del dopo Epifania. Politcs chiude e saluta, Semprini va a Saxa Rubra, a Rainews24. E’ caporedattore e vorrà fare il caporedattore, presumibilmente della redazione politica. Forse, ancor più – visti i successi che si è appena lasciato alle spalle -pretenderà una più comoda collocazione da conduttore, di uno dei tanti approfondimenti che si possono spalmare nelle 24 ore. Ma la vorrà in una fascia di prestigio. A pensarci, infatti, fare il caporedattore è scomodo, bisogna lavorare, mediare, urlare, ascoltare le urla e le tante pretese degli altri. No, meglio uno spazio tutto mio, dirà il Semprini coi baffi, come da ultime puntate. Scenari e problemi che si riversano in una redazione complessa, e ai quali dovrà dare una risposta il direttore, Antonio Di Bella. La patata è bollente, e sta arrivando nelle sue mani.

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