Non più tabù: la chirurgia estetica maschile in costante crescita
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Non più tabù: la chirurgia estetica maschile in costante crescita

Botox e filler l'intervento più comune. L’obiettivo dichiarato è correggere senza bloccare la mimica o lasciare segni riconoscibili di trattamento.

Non più tabù: la chirurgia estetica maschile in costante crescita
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15 Maggio 2026 - 18.17 Culture


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La medicina estetica maschile è sempre meno una pratica di nicchia. A dirlo il report 2025 dell’American Academy of Facial Plastic and Reconstructive Surgery, citato dagli specialisti della Società Italiana di Medicina Estetica, che indica come il 16% dei pazienti siano uomini. Il dato arriva alla vigilia del 47° congresso nazionale SIME, in programma a partire da oggi, 15 maggio, a Roma. Il Sime pone un punto. Il trattamento maschile non può essere una copia di quello femminile. Emanuele Bartoletti, presidente Sime, sottolinea a riguardo come gli interventi estetici si inseriscano nella medicina di genere.

La tossina botulinica resta il trattamento più eseguito: quasi metà degli interventi estetici maschili. A questa seguono i filler dermici, scelti da oltre un terzo dei pazienti, e da qui il neologismo “Brotox”, nato dalla fusione tra “bro” e “botox”. Nell’uomo il protocollo viene calibrato per evitare “l’effetto bloccato”. Le aree principali sono fronte e glabella, dove si formano le cosiddette rughe del pensatore. I dosaggi devono restare contenuti per conservare la mimica. Il viso immobile, secondo Bartoletti, non è più l’obiettivo.

Il sopracciglio è uno dei punti critici. Nei maschi è in genere piatto o poco arcuato; alzare troppo la coda produce un segno artificiale. Altro errore possibile: dimenticare la parte alta del muscolo frontale nei pazienti stempiati. Se si tratta solo la parte bassa della fronte quando il paziente la solleva possono comparire due rigonfiamenti laterali nella zona alta, riconoscibili come esito di un trattamento eseguito male. La regola indicata da Sime è semplice: il risultato deve esserci, il trattamento no. Niente “trucco” visibile, niente indizi sul volto che facciano risalire a una terapia estetica. Un concetto che vale per tutto, dal botulino ai filler.

In generale, il trend osservato testimonia un interesse in costante crescita da parte degli uomini verso la chirurgia estetica. Altrettanto si può dire del settore del beauty care, il cui mercato è stato storicamente dominato da prodotti prettamente rivolti alle donne. Il riflesso di una società che, in parte, sta mutando e negoziando l’immagine dell’uomo e del maschile, ancorandola meno agli stereotipi di genere.

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