Quarentena ridotta, Sileri: "Sensato farlo, ma bisogna distinguere per categorie"
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Quarentena ridotta, Sileri: "Sensato farlo, ma bisogna distinguere per categorie"

Il sottosegretario alla Salute: "Aspettiamo ovviamente il CTS, ogni scelta deve avere una base scientifica e dei dati che possano mettere in sicurezza il Paese"

Quarentena ridotta, Sileri: "Sensato farlo, ma bisogna distinguere per categorie"
Pierpaolo Sileri
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28 Dicembre 2021 - 10.25


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Ospite di Mattino cinque News su Canale 5, il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri ha commentato la decisione, al vaglio del Comitato Tecnico Scientifico, di ridurre la quarantena per chi è solo entrato in contatto con un positivo: “Aspettiamo ovviamente il CTS, ogni scelta deve avere una base scientifica e dei dati che possano mettere in sicurezza il Paese. C’è però evidenza che la variante Omicron è molto più rapida non solo come numero di contagi ma anche nel suo ciclo all’interno del corpo, per dirla con termini molto semplici, dunque è sensato ridurre sia la quarantena sia l’isolamento”. 

“Oggi si fa molta confusione e si dice ‘riduciamo’, ma attenzione”, ha precisato Sileri, “Dividiamo per categorie. C’è chi è positivo e deve fare l’isolamento, poi i positivi possono essere sintomatici o asintomatici. C’è inoltre il contatto stretto che deve andare in quarantena. L’ideale sarebbe, sulla base dell’evidenza scientifica, ridurre entrambi ma ridurli in maniera che possa essere sicura per la popolazione. Ad esempio, il CDC (Centers for Disease Control and Prevention, i Centri per la prevenzione e il controllo delle malattie) negli Stati Uniti ha già ridotto l’isolamento a cinque giorni, ma solo per i pazienti positivi asintomatici”.

“Su chi farlo per le quarantene?”, si è chiesto il sottosegretario, “Innanzitutto si procede con chi è più in sicurezza, cioè chi ha completato il ciclo vaccinale con la terza dose. Il CDC se si è contatti stretti di una persona positiva, non mette in quarantena ma consiglia l’uso della mascherina per i giorni successivi. Però attenzione, prudenza, perchè occorre sottolineare una cosa: tutto dipende da quanto è prevalente il ceppo virale che sta circolando. Noi in questo momento abbiamo anche la Delta che circola, farlo da oggi può essere un rischio: abbiamo alcuni non vaccinati, dobbiamo completare le terze dosi e magari si è stati contatti stretti non di una Omicron ma di una Delta. Quindi facciamolo in modo razionale e con sicurezza, ma sicuramente ridurle sì”.

”Se da un lato è vero che le indicazioni del mondo scientifico erano ‘se hai un parente fragile, prima di Natale fai un tampone’, si sono tradotte in uso esagerato del ricorso al test con il risultato che i meccanismi di tracciamento sono andati in crisi e la situazione sta diventando allarmante”. Fabrizio Pregliasco, direttore sanitario dell’Irccs Istituto Ortopedico Galeazzi, associato di Igiene Generale e Applicata dell’Università degli Studi di Milano e membro anche del Cts lombardo, parla con il Giornale del ricorso massiccio ai tamponi durante le festività natalizie, aggiungendo, riguardo la variante Omicron, che ”i vaccinati stanno sostanzialmente bene, se si contagiano sono asintomatici, ma il rischio con questi positivi è che ci troveremo a breve tutti in quarantena. Per i vaccinati però si potrebbero modificare le regole dell’isolamento, eliminando il tampone di fine quarantena per esempio”.

“Dopo il tampone di Natale – dice ancora Pregliasco – fatto solo per sentirsi liberi di andare a festeggiare, adesso aspettiamo il giro del tampone di Capodanno. È chiaro però che l’esecuzione di così tanti test rischia di far collassare il sistema e di mandare in quarantena tutto il Paese. Sicuramente il virus sta attaccando la fascia non immunizzata e la Delta, e ancora di più la variante Omicron, colpiscono maggiormente i bambini. Ma c’è anche un problema nel come si utilizzano i tamponi. I tamponi antigenici fai da te danno il 30 per cento di falsi negativi, soprattutto se si fanno da asintomatici, quelli fatti in farmacia hanno un minor margine di errore perché vengono eseguiti in modo professionale. Poi c’è il tema dell’intervallo di tempo in cui ci si sottopone a test dopo un contatto. Quello che intendo è che il tampone viene usato come un lasciapassare per andare in vacanza, ma non dovrebbe essere così”.

Riguardo le previsioni di un picco di contagi, fino a 100mila al giorno da metà gennaio, al rientro a scuola e dalle vacanze, Pregliasco afferma che ”sarà devastante, e il sistema rischia di collassare, a fronte del fatto che anche i vaccinati si reinfettano”. 

“Credo che andrebbero modificate le regole per la quarantena per i vaccinati e alzate le restrizioni, anche se temo che i cittadini non lo accetterebbero, ma più cerchiamo di contenere la diffusione del contagio, prima arginiamo questa ondata. Qui rischiamo di finire tutti in lockdown e di paralizzare il Paese. L’altra strada potrebbe essere sottoporre a tamponi solo i sintomatici, ma per fare questo abbiamo bisogno di 2/3 mesi per monitorare la nuova variante. Oppure come è stato fatto in Germania con i risultati che abbiamo visto, pensare a lockdown per i non vaccinati e un sistema di chiusure ‘chirurgiche’ per le classi delle elementari”.

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