Se radio Maria diventa radio Carlo Maria (Viganò)

Il Monsignore ha detto che se la Chiesa riconoscesse la vittoria di Biden rinnegherebbe Cristo perché si asservirebbe al Nuovo Ordine Mondiale: le tesi di Radio Maria non sono “complottismo” ma parte di un disegno

Carlo Maria Viganò

Carlo Maria Viganò

Riccardo Cristiano 16 novembre 2020

Dove finisce la politica comincia il complottismo. Basta vedere lo stato di assenza della politica nei paesi dove dilaga il complottismo per rendersi conto che questa per i complottismi sarà una tesi ma per tutti gli altri dovrebbe essere un’evidenza. 


La pandemia che affrontiamo dunque può essere presa come un rilevatore dello stato della politica - nel senso autentico della parola- in tanti dei nostri paesi. I complottisti non potevano che emergere anche davanti a un crisi come questa: prima il complotto è stato americano contro la Cina: dei cattivoni, agenti a stelle e strisce, avrebbero furtivamente portato il virus in Cina in un’occasione precisa, una missione proprio a Wuhan, la sfortunata città cinese dove tutto sarebbe cominciato. La teoria piacque in certi ambienti inclini al complottismo e all’ostilità verso gli Stati Uniti d’America sempre e comunque. Poi si è rovesciata: il complotto è stato ordito dalla Cina contro gli Stati Uniti d’America. Alcune dichiarazioni tanto di esponenti governativi cinesi che americani hanno dato fiato a questi opposti complottismi. 


La più semplice realtà, e cioè che il virus sia diventato pandemia per la sfiducia che ormai allontanava le due sponde del mondo e che quindi ha prodotto paure, nascondimenti, bugie, era troppo semplice. Ma non è solo questo: prendere atto di questo avrebbe spinto a riprendere la collaborazione invece che indicare il colpevole, avrebbe spinto a capirsi invece che a odiare. Ma per farlo bisognava rispondere anche a una domanda meno asettica: perché quella reciproca fiducia tra Occidente e Cina è venuta meno? Il successo che la cooperazione mondiale ebbe nel domare la Sars nel 2003/2004, con tanti interventi specialistici occidentali in Cina, è lì a dirci quanto conti la fiducia, ma anche a chiederci conto dei veri motivi di una crisi di fiducia.


Il permanere della crisi pandemia e dei suoi costi, fronteggiati senza una dimostrazione di disponibilità effettiva al “mutuo soccorso”, ha allargato la crisi della politica e prodotto un altro complottismo: c’è qualcuno che vuole usare la pandemia per conquistare il mondo e distruggere le nostre libertà. E’ la teoria della dittatura “sanitaria”, che soffia sul fuoco delle privazioni e delle paura per indicare senza politica un nemico: ognuno può scegliere quale. Io posso pensare al tristemente noto SIM, quello di cui parlarono le BR, altri al governo Conte, o ai tecnocrati europei, e via così. Chi segue queste teorie va capito: è la crisi della politica, non la debolezza dei nervi la causa del consenso con i complottismi. Se le multinazionali, il nostro governo, la burocrazia europea, si fossero dimostrati più aperti a una “cultura politica” di “mutuo soccorso” forse ognuno avrebbe guardato più onestamente anche dentro di sé, nel suo lato debole. 


Ora cosa succede?  Succede che non poteva mancare Satana. C’è Satana dietro il complotto! E’ talmente scontato che non varrebbe neanche la pena di parlarne. I credenti sanno benissimo che le cose non funzionano così.  Non esistono i figli del Male e quelli della Luce. Esistono l’erba cattiva che cresce insieme a quella buona, a noi discernere. Il male penetra, Satana penetra, si insinua e noi dobbiamo discernere. Se pensassimo di sradicarlo, sradicheremmo anche il bene. E’ questo che tutti i credenti sanno avendo letto i Vangeli. Bisogna discernere! Questo è entrato nel nostro modo di dire, di esprimerci:  seminare zizzania, significa mettere discordia, creare volontariamente e con cattiveria situazioni di conflitto. 


A questo punto dobbiamo parlare di Radio Maria. Padronissimi di pensare che esista un complotto, ordito da Satana. Ma come lo attua questo complotto Satana? Ecco qui: “questa epidemia è un progetto che io ho sempre attribuito al demonio che agisce attraverso menti criminali che l'hanno realizzato con uno scopo ben preciso: creare un passaggio repentino, dopo la preparazione ideologica, politica e mass mediatica, per un colpo di Stato sanitario o massmediatico". Per quanto riguarda infine l'elezione negli Usa del neo-presidente Joe Biden, questa, per il direttore di Radio Maria, sarebbe "la ciliegina sulla torta". 


Tutto è estremo, satanico, ma bisogna capire cosa c’entri Biden! Forse il direttore di Radio Maria ha in simpatia quei settori evangelicali e cattolici che si spendono ancora per Trump, come se non avesse perso le elezioni. Ma tra questi cristiani pro Trump spicca Monsignor Viganò, che ci fa scoprire un filo “logico” o “illogico” in  questo discorso.  L’otto maggio 2020 il Viganò, che dopo aver espresso pubblici apprezzamenti  per il cardinale McCarrick è arrivato ad accusare Papa Francesco di averne coperto le malefatte benché sia stato proprio Francesco a rimuoverlo (fatto senza precedenti) dal collegio cardinalizio e ricondurlo allo stato laicale, ha rivolto un appello ai cattolici nel quale si legge: “ I fatti hanno dimostrato che, con il pretesto dellepidemia del Covid-19, si è giunti in molti casi a ledere i diritti inalienabili dei cittadini, limitando in modo sproporzionato e ingiustificato le loro libertà fondamentali, tra cui lesercizio della libertà di culto, di espressione e di movimento. [...]  La criminalizzazione dei rapporti personali e sociali deve essere inoltre giudicata come inaccettabile parte del progetto di chi promuove lisolamento dei singoli per poterli meglio manipolare e controllare.Un confronto democratico e onesto è il migliore antidoto al rischio di imporre subdole forme di dittatura, presumibilmente peggiori di quelle che la nostra società ha visto nascere e morire nel recente passato.” 


Se si considera che Monsignor Viganò ha detto recentemente che se la Chiesa riconoscesse la vittoria di Biden rinnegherebbe Cristo perché si asservirebbe al Nuovo Ordine Mondiale, ci possiamo fare l’idea che le tesi di Radio Maria non siano un semplice prodotto del “complottismo”, ma parte di un tentativo di trasformare profondamente il cattolicesimo. Lì, per fortuna, c’è Francesco a fare buona guardia, ma è importante essere consapevoli di cosa accade, cosa si voglia favorire e perché ci riguardi tutti. Francesco difende quella visione per cui non ci sono i buoni da una parte e i cattivi dall’altra, ma un mondo che deve ritrovare fiducia in se stesso, riflettendo sugli errori commessi senza risolvere tutto identificando il Male nella Cina, negli Stati Uniti o in chi volete voi. Il suo un appello è a non sposare un universalismo radicale, irrispettoso delle differenze culturali che esistono tra di noi, né un localismo fanatico, che vuole isolarci, opporci all’altro. Solo riscoprendoci tutti fratelli, e quindi diversi, potremo uscirne, insieme. Fratelli tra di noi, con le nostre diversità, fratelli con l’ambiente, la casa comune, che determina le culture dei monti, del fiume, dei monti, del deserto, della metropoli, delle campagne, del mare, che non possono essere uniformate una unica cultura globale. E’ questa la sfida!