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L'appello della fidanzata di Khashoggi: "Il principe va punito". Ma gli Usa...

Hatice Cengiz: "La verità ha senso solo quando è usata per fare giustizia"

Hatice Cengiz
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globalist Modifica articolo

1 Marzo 2021 - 11.50


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Il comunicato della fidanzata di Khashoggi arriva pochi giorni dopo un rapporto della Cia secondo il quale MbS approvò il piano per uccidere il giornalista, che vedeva come una minaccia per la stabilità del regno.
Hatice Cengiz, che fu appunto la fidanzata di Jamal Khashoggi, ha chiesto che il principe ereditario saudita, Mohammed bin Salman (MbS) sia punito per la morte del giornalista dissidente, massacrato nel consolato di Riad a Istanbul il 2 ottobre 2018. 

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″È essenziale che il principe ereditario, che ha ordinato il brutale omicidio di una persona innocente, sia punito senza indugio”, chiede Cengiz, 39 anni, di origini turche.

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Pur avendo desecretato il rapporto della Cia, gli Usa non hanno preso alcuna iniziativa contro il potente principe ereditario, considerato un fondamentale alleato di Washington nel contrasto all’Iran. Secondo Cengiz, punire bin Salman, “non solo porterebbe la giustizia che stiamo cercando per Jamal ma impedirebbe anche ad azioni simili di ripetersi in futuro”.

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Secondo Cengiz, “sulla base di questo rapporto, non c’è più alcuna legittimità politica per il Principe della Corona”. “La verità – che era già nota – è stata rivelata una volta di più e ora è confermata”.

“Tuttavia questo non è abbastanza poiché la verità può avere un significato solo quando è usata per fare giustizia”, ha avvertito la donna, secondo la quale, se MbS non sarà punito, “si manderà per sempre il segnale che il maggior colpevole di un assassinio può cavarsela, il che ci metterebbe tutti in pericolo e sarebbe una macchia sulla nostra umanità”.

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“A partire dall’amministrazione Biden – prosegue la donna – è fondamentale che tutti i leader mondiali si chiedano se sono pronti a stringere la mano a una persona la cui colpevolezza come assassino è stata dimostrata”.

Residente negli Usa, firma del Washington Post e critico di bin Salman, Khashoggi fu ucciso e smembrato il 2 ottobre 2018 nel consolato saudita di Istanbul, dove si era recato per ricevere dei documenti che gli servivano per sposarsi con Cengiz. Il governo saudita inizialmente aveva affermato di non sapere nulla della sorte dell’oppositore per poi ammettere la responsabilità di agenti di Riad, che avrebbero però reagito in autonomia e non su istruzione del principe. La monarchia saudita ha “respinto del tutto” il rapporto della Cia desecretato.

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