Afghanistan, la guerra dimenticata: dieci bambini morti sotto le bombe

Un'intera famiglia (12 in tutto) sepolta interamente sotto le macerie della propria casa dopo l'ennesimo raid criminale

Una bambina afghana

Una bambina afghana

globalist 27 settembre 2018

Una guerra dimenticata, un paese destabilizzato per l'insieme di tante circostanze, divisioni storiche e colpe collettive.
Un paese che vive sotto le bombe e nel quale tutti sono contro tutti e del quale ci ricordiamo solo per respingere i profughi afgani che fuggono in Europa, forse perché anni di 'missioni di pace' hanno solo fatto proliferare la guerra.


"Domenica scorsa nella provincia di Wardak, Afghanistan, 12 civili sono rimasti vittime di un attacco aereo, 10 di questi erano bambini. Un'intera famiglia sepolta interamente sotto le macerie della propria casa". Lo ha detto Andrea Iacomini, Portavoce dell'Unicef Italia.
"Sono solo le ultime vittime di un conflitto che solo nel 2017 ha causato la morte di 861 bambini, prodotto 2.300 i feriti di cui moltissimi mutilati, per non parlare dei circa 100 casi di bambini reclutati come soldato. Numeri che danno i brividi", continua Iacomini.
"Eppure dell'Afghanistan si parla poco, nonostante sia un paese travagliato da una guerra che dura più di 10 anni e la popolazione sia costantemente sotto attacco. Solo nell’ultimo anno sono stati registrati ben 58 attacchi agli ospedali, 16 alle scuole per non parlare di chi, come la famiglia di Wardak, è rimasto schiacciato tra le mura della propria casa. Chi sopravvive alle bombe deve fare i conti con la siccità, che nell’ultimo anno ha interessato 2/3 del paese, la carenza di cibo e il sopraggiungere di malattie causate dalla mancanza di acqua potabile".
"Apriamo gli occhi su questa strage: i bambini afghani sono le prime vittime di una guerra che non hanno voluto" ha concluso Iacomini.