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Eurobond su energia e difesa? L'Italia ci spera ma la Ue per ora prende tempo

urobond sull'energia? Non è all'ordine del giorno l'emissione di debito comune per finanziare gli investimenti necessari per l'energia e la difesa, alla luce dell'invasione russa dell'Ucraina

Eurobond su energia e difesa? L'Italia ci spera ma la Ue per ora prende tempo
Paolo Gentiloni e Ursula von der Leyen

globalist

9 Marzo 2022 - 19.19


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Eurobond sull’energia? Non è all’ordine del giorno l’emissione di debito comune per finanziare gli investimenti necessari per l’energia e la difesa, alla luce dell’invasione russa dell’Ucraina. Sarà questa la posizione dei ventisette capi di Stato e di Governo che si riuniranno a Versailles domani e venerdì. Per la difesa, spiega un funzionario dell’Ue, gli Stati membri aumenteranno la propria spesa nazionale; l’energia rientra invece già nei programmi di Next generation Eu

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Rotta, sanzioni inevitabili, bene ipotesi eurobond

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Le sanzioni alla Russia sono inevitabili anche se hanno un prezzo. Se non le adottiamo oggi pagheremo un costo più alto in futuro. Chi dice il contrario non si rende conto di quello che sta accadendo in questi giorni nel cuore d’Europa.Il governo e l’UE devono agire per rendere il quadro sanzionatorio sostenibile per famiglie e imprese». Lo afferma Alessia Rotta (Pd), presidente della Commissione Ambiente della Camera, commentando le parole del premier Mario Draghi al Question time.

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«Bene – aggiunge – l’ipotesi di eurobond per sostenere politiche energetiche comuni: la costruzione di una strada europea è ineluttabile. Purtroppo, sono stati commessi errori strategici e oggi, alla luce del quadro geopolitico, la nostra dipendenza dal gas russo è molto preoccupante e servono interventi per rimpiazzare circa 30 miliardi di metri cubi di gas. Si tratta di un’operazione complessa che richiede nell’immediato misure straordinarie per contenere gli aumenti straordinari del prezzo dell’energia e delle materie prime e per favorire l’approvvigionamento di fonti energetiche da altri Paesi come Algeria e Qatar. Il governo sta facendo il possibile ma è chiaro che se avessimo avuto un piano energetico nazionale, oggi non saremmo di fronte a un’emergenza di queste proporzioni».

«La transizione energetica è inevitabile ma in questi mesi si capirà come ci arriveremo. Fermare i combustibili fossili senza dare una forte spinta alle rinnovabili sarebbe un grave errore. La strada è, dunque, quella di puntare sulle rinnovabili, semplificando in modo netto e senza esitazioni il quadro regolatorio, e aumentando la disponibilità di gas nel Paese, dotandosi delle infrastrutture necessarie con l’obiettivo di massimizzare la nostra produzione. Oggi non possiamo essere conservatori: l’Italia deve ripensare le sue scelte di politica energetica, sfruttando questo momento per accelerare sulla ricerca e la realizzazione degli impianti», conclude Rotta.

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