Primo Maggio, storia della festa socialista del lavoro che Mussolini aveva abolito
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Primo Maggio, storia della festa socialista del lavoro che Mussolini aveva abolito

Quale l'origine di questa ricorrenza? Una decisione della Seconda Internazionale che scelse la data di una manifestazione operaia repressa nel sangue a Chicago

Primo Maggio, storia della festa socialista del lavoro che Mussolini aveva abolito
Il segretario della Cgil Di Vittorio
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1 Maggio 2024 - 00.56


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Come mai il primo maggio è celebrato in tutto il mondo come festa dei lavoratori?
Bisogna risalire al 1889 quando a Parigi fu fondata la Seconda internazionale che vide riuniti tutti i principali partiti socialist e laburisti europei.


In quell’occasione fu lanciata una grande manifestazione per chiedere alle autorità pubbliche di ridurre la giornata lavorativa a otto ore e – tra le altre cose – si decise che il primo maggio diventasse la giornata internazionale dei lavoratori.

C’è da dire che la battaglia per le 8 ore andava avanti da tempo: nel 1860 i lavoratori australiani avevano lanciato l’iniziativa per dividere la giornata in 3 parti uguali: otto ore di lavoro, otto di svago (poi in alcune versioni diventato svago e studio) e otto ore di sonno. E che già la prima internazionale del 1886 aveva messo tra i suoi punti principali la riduzione dell’orario di lavoro a otto ore.


Perché proprio quella data?

Perché il 1° maggio di tre anni prima, nel 1886, una manifestazione operaia a Chicago era stata repressa nel sangue.


A metà del 1800, infatti, i lavoratori non avevano diritti: lavoravano anche 16 ore al giorno, in pessime condizioni, e spesso morivano sul luogo di lavoro. Il 1° maggio 1886 fu indetto uno sciopero generale in tutti gli Stati Uniti per ridurre la giornata lavorativa a 8 ore. La protesta durò 3 giorni e culminò, il 4 maggio, col massacro di Haymarket: una vera e propria battaglia in cui morirono 11 persone.


Così il Primo Maggio o festa internazionale dei lavoratori è diventata in pochi anni il simbolo delle rivendicazioni degli operai che in quegli anni lottavano per avere diritti e condizioni di lavoro migliori. Così, nonostante la risposta repressiva di molti governi, il 1° maggio del 1890 registrò un’altissima adesione. Oggi quella data è festa nazionale in molti Paesi.

Perché Mussolini aveva abolito il Primo Maggio


C’è da dire che nel 1923, sotto il fascismo venne abolito il 1° maggio e la festa dei lavoratori confluì nel Natale di Roma (21 aprile), leggendaria data di fondazione della Capitale. Un modo attraverso il quale l’ex socialista Benito Mussolini, diventato dittatore fascista, aveva tentato di negare l’origine socialista (e comunista) della festa.
Nel 1947 infine la festa del lavoro e dei lavoratori divenne ufficialmente festa nazionale.

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