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I marchi di lusso guadagnano più del pre Covid: la minoranza si è arricchita sulle spalle degli altri

Il fatturato generato nel 2021 dalle vendite dei beni di lusso dei primi 100 gruppi mondiali è stato pari a 305 miliardi di dollari, 53 miliardi in più del 2020 e 24 miliardi oltre i livelli pre pandemia Covid

I marchi di lusso guadagnano più del pre Covid: la minoranza si è arricchita sulle spalle degli altri
Alcuni brand di lusso

globalist Modifica articolo

30 Novembre 2022 - 12.00


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Dopo la pandemia, il fatturato dei marchi di lusso ha avuto un incremento, segno evidente della terribile spaccatura tra i (pochi) ricchi e la stragrande maggioranza delle persone che fatica a mettere insieme uno stipendio degno di tal nome.

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Il fatturato generato nel 2021 dalle vendite dei beni di lusso dei primi 100 gruppi mondiali è stato pari a 305 miliardi di dollari, 53 miliardi in più del 2020 e 24 miliardi oltre i livelli pre pandemia Covid, rispetto a cui la crescita è dell’8,5%. Lo rileva la ricerca annuale Global Powers of Luxury Goods 2022 di Deloitte, che esamina e classifica i 100 Top Player del settore Fashion & Luxury a livello globale.

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L’Italia con il suo Made in Italy si conferma uno dei Paesi leader nel settore, posizionando ben 23 aziende tra le 100 che costituiscono la graduatoria. Golden Goose, Moncler ed Euroitalia rientrano tra le aziende a crescita più rapida, rispettivamente al terzo, decimo e sedicesimo posto, grazie a incrementi a doppia cifra nel 2018-2021 (rispettivamente 27,2%, 12,9% e 10,9%). Il gruppo Prada, Moncler e Giorgio Armani sono i tre principali player italiani in classifica e, in forma aggregata, rappresentano il 35% delle vendite di beni di lusso realizzate dalle aziende italiane presenti nel ranking. Il gruppo Marcolin ha registrato il net profit margin più alto dell’intera classifica: 33,4%, seguito da Herme’s con 27,3%. 

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Anche in questa edizione l’importanza delle migliori aziende del lusso è evidente: quasi l’85% del net profit della classifica delle Top 100 di Deloitte proviene dalle aziende della Top 10, che si confermano leader anche in termini contributo alle vendite totali delle aziende (56,2%, + 4,8 punti percentuali rispetto al 2020). Il podio della Top 10 dei big del lusso è oramai consolidato, rimanendo invariato per il quinto anno consecutivo e vede i colossi LVMH Moet Hennessy Louis Vuitton SE, Kering SA e The Este’e Lauder Companies Inc in testa alla classifica.

«In questo periodo di cambiamento ed incertezza, l’appeal delle aziende del settore lusso si è riconfermato. Il comparto è stato capace di re-inventarsi ed avviare un processo di trasformazione considerevole, portando concetti quali sostenibilità, economia circolare, innovazione, al centro delle proprie strategie di crescita per i prossimi anni. Oggi più che mai le aziende di questo settore sono in grado di essere vicine ai consumatori in termini di servizio, produzione, ascolto e condivisione dei medesimi valori.» commenta Giovanni Faccioli, Deloitte Global Fashion & Luxury Practice Leader. 

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