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Crisi energia, anche i parroci protestano: costretti a spegnere i campanili

La crisi energetica potrebbe mettere a rischio il funzionamento delle chiese. E i sacerdoti condividono in rete i pagamenti fatti per luce e gas

Crisi energia, anche i parroci protestano: costretti a spegnere i campanili

globalist Modifica articolo

19 Settembre 2022 - 10.55


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Il caro-bollette mette a rischio anche la vita delle parrocchie, che danno vita a diverse forme di protesta o richieste di aiuto. Il parroco di San Vincenzo ad Atessa (Chieti) ha deciso di pubblicare in rete la bolletta. A San Vero Milis (Oristano) si è deciso di spegnere il campanile di Santa Sofia mentre a Claut (Pordenone) un parroco ha richiamato la comunità a dare una mano.

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Le denunce contro il caro energia – I primi a protestare contro le bollette aumentate a dismisura, appendendo le fatture con cifre da record sulle vetrine dei loro locali, erano stati i ristoratori. Ma ora è arrivato anche il turno dei parroci, perché il caro energia metterà a serio rischio non solo le case comuni degli italiani, ma anche quelle dei fedeli: le chiese. Stando ai prezzi della corrente elettrica quest’inverno si rischia di assistere alle messe al freddo. E i sacerdoti delle parrocchie hanno sfruttato la vetrina dei social per mettere in mostra i conti salati.

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Le prossime mosse della Cei – Il cardinale e presidente della Cei Matteo Zuppi, sulla questione delle offerte dei fedeli sempre più scarse, ha lanciato un appello: “La Chiesa è casa tua ed è bello aver voglia di farla funzionare, sostenendo i sacerdoti; è bello che anche tu abbia voglia di dare una mano. Non c’è Pantalone che paga, come si dice a Roma: il pantalone ce l’abbiamo noi e a volte anche con qualche toppa…”. Intanto la Conferenza episcopale italiana si prepara alla riunione del consiglio permanente, a Matera, a partire da martedì 20 settembre. Il problema del caro-energia non è al momento tra i punti in agenda ma potrebbe essere fissato comunque un primo confronto sul da farsi.

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L’SOS dei parroci sul web – Al momento tutti cercano di scongiurare il taglio delle celebrazioni per risparmiare luce e riscaldamento, c’è però chi lancia una richiesta di aiuto sul web condividendo con gli utenti le bollette da record. E poi c’è anche chi pensa già a mettere in pratica i primi interventi per tentare il risparmio, come spegnere i campanili. Lo ha fatto il parroco di San Vincenzo Ferrer ad Atessa (Chieti). Per luglio-agosto la bolletta è di 1.043 euro e “purtroppo questo è solo l’inizio”, ha commentato don Andrea Rosati. A San Vero Milis (Oristano) verrà spento il campanile di Santa Sofia, mentre a Claut (Pordenone) un parroco ha richiamato la comunità a dare una mano.

A Roma il Vicariato sta aiutando le parrocchie a sostituire le vecchie caldaie, mentre a Palmi (Reggio Calabria) sono stati da poco inaugurati nuovi uffici diocesani dotati di pannelli solari. Fonti della diocesi di Roma spiegano anche che sono stati istituiti dei tavoli per “dialogare con i gestori” ma siamo solo ai primi passi. Il vescovo di Ferrara-Comacchio: “Staremo attenti” – “Forse riscalderemo i locali per periodi più contenuti, staremo attenti, ma non prevediamo nessuna limitazione delle celebrazioni”, ha detto monsignor Gian Carlo Perego, vescovo di Ferrara-Comacchio, nei giorni scorsi contestato per l’accorpamento di alcune parrocchie. “In diocesi ci sono 170 parrocchie di cui 90 sotto i mille abitanti, spesso il problema è anche pagare la bolletta della luce.

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