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Il caso biliardini: perché è a rischio il calciobalilla?

Il caso era esploso dopo che alcuni gestori di stabilimenti balneari avevano raccontato di essere stati multati perché sprovvisti di una nuova autorizzazione necessaria per il calciobalilla

Il caso biliardini: perché è a rischio il calciobalilla?
Calciobalilla

globalist

23 Giugno 2022 - 09.58


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Nessuna nuova regola: il calciobalilla è “salvo”. A spegnere l’incendio divampato nei giorni scorso dopo che era emerso che alcuni gestori di stabilimenti balneari erano stati multati perché non provvisti di una nuova autorizzazione necessaria per i biliardini nei luoghi pubblici, sono i Monopoli a chiarire: “Nessuna nuova regolamentazione è intervenuta per modificare la normativa di settore già esistente. I biliardini, come sempre, potranno essere liberamente installati in tutti i luoghi aperti al pubblico in continuità con le regole del passato e secondo le modalità già previste”, si legge infatti in una nota dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

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Monopoli: “Calcio balilla è gioco della tradizione da salvaguardare” – Dopo essersi rammaricata per “le false notizie apparse sugli organi di stampa”, l’Agenzia ha spiegato di essersi fatta promotrice di una norma, in discussione in Parlamento, che eliminerebbe gli obblighi di autodichiarazione ora previsti per gli esercenti. “Si rassicura tutto il settore e tutti i giocatori – afferma il direttore generale Marcello Minenna – che anche per l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli il calciobalilla rappresenta uno dei giochi della storia e della tradizione di tutti noi italiani da salvaguardare e promuovere anziché da ostacolare, non essendo in alcun modo assimilabili ad apparecchi con vincita in denaro come videolottery e slot”.

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L’attuale normativa – Una norma del 2012, si legge nella nota, “ha inserito i biliardini fra quegli apparecchi le cui caratteristiche devono essere disciplinate da interventi ministeriali: ciò con l’intento di garantire la sicurezza dell’esercizio”. Queste regole “valgono naturalmente solo nei luoghi aperti al pubblico e non per la vendita di biliardini a privati”. Un intervento normativo del 2020 “ha consentito all’Agenzia di intervenire come ente di regolazione”. Nel 2021, nei mesi di maggio e giugno, “l’Agenzia ha adottato regole semplificate di autodichiarazione”. Sotto l’aspetto tributario, per i biliardini esiste, “da oltre venti anni, l’imposta sugli intrattenimenti” e anche qui “nulla è cambiato”. Da ultimo, l’Agenzia “si è fatta promotrice di una nuova norma di semplificazione, che in questi giorni risulta essere in discussione in Parlamento. Verrebbero in tal senso eliminati, dagli obblighi certificativi posti dalle leggi oggi in vigore, proprio i biliardini”.

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