Anomalie compie vent’anni: il circo da Segni a Torre Maura
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Anomalie compie vent’anni: il circo da Segni a Torre Maura

Dal 28 agosto al 13 settembre, 44 spettacoli tra il borgo dei Monti Lepini e la periferia est di Roma: RezzaMastrella, compagnie internazionali, prime nazionali e laboratori gratuiti per rivendicare l’accesso alla cultura come pratica, non come slogan

Anomalie La Sperimentazione in Periferia, festival internazionale di nuovo circo contemporaneo, teatro urbano e musica
Anomalie, festival internazionale di nuovo circo contemporaneo, teatro urbano e musica
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Alessia de Antoniis Modifica articolo

26 Agosto 2026 - 11.32


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Dal 28 agosto al 13 settembre, la ventesima edizione di Anomalie La Sperimentazione in Periferia, festival internazionale di nuovo circo contemporaneo, teatro urbano e musica, porta 44 spettacoli tra il borgo dei Monti Lepini e la periferia est di Roma. In programma RezzaMastrella, compagnie internazionali, prime nazionali, laboratori e performance prevalentemente senza parole.

Un festival non salva una periferia. Può però smettere di considerarla il luogo al quale destinare ciò che avanza, programmando nelle sue piazze spettacoli capaci di riempire un teatro del centro. È la scommessa sulla quale Anomalie – La sperimentazione in periferia ha costruito vent’anni di attività e che torna a rilanciare dal 28 agosto al 13 settembre, prima nel centro storico di Segni e poi al Parco delle Canapiglie di Torre Maura.

Quarantaquattro spettacoli, quindici giorni di programmazione tra anteprime e due fine settimana romani, compagnie italiane e internazionali, teatro urbano, nuovo circo, clownerie, musica dal vivo e laboratori gratuiti compongono la ventesima edizione del festival voluto da Kollatino Underground e diretto da Chiara Crupi e Nicola Danesi de Luca.

La storia di Anomalie comincia nel 2007, con uno chapiteau montato tra le case popolari della Rustica, lungo una strada che non era ancora asfaltata. Da allora centinaia di artisti sono arrivati nei quartieri romani generalmente esclusi dai grandi circuiti dello spettacolo dal vivo. Non per offrire una versione ridotta della programmazione culturale, ma per rovesciarne la geografia: è il pubblico a trovare il teatro sotto casa, mentre sono gli artisti, gli operatori e gli spettatori provenienti da altre zone della città a doversi spostare verso la periferia.

«La ventesima edizione è un traguardo che festeggiamo spostandolo più in là», spiegano Crupi e Danesi de Luca. Quest’anno, infatti, il percorso si allarga fino a Segni, sui Monti Lepini, prima di tornare nella zona est di Roma, non lontano dai luoghi nei quali tutto è cominciato.

Ad aprire il festival, venerdì 28 agosto alle 21 nel cortile della Scuola media di piazza Risorgimento a Segni, sarà Pitecus, lo storico spettacolo di RezzaMastrella con Antonio Rezza in scena e i quadri di Flavia Mastrella. Una scelta che sottrae subito il festival a qualsiasi rassicurante immagine di circo come puro intrattenimento per famiglie. I personaggi di Pitecus abitano un microcosmo feroce e disordinato, popolato da vittime autoproclamate, moralisti, opportunisti e individui convinti della propria irripetibile originalità: un’umanità caricaturale nella quale il comico non addolcisce la violenza, ma la rende più visibile.

Il 29 e 30 agosto Segni diventerà invece un palcoscenico diffuso, con quindici spettacoli e dieci compagnie tra giardini, piazze e vie del centro storico. Cordata F.O.R. presenterà quattro repliche di Flusso, creazione itinerante di danza e acrobatica adattata agli spazi del borgo; Facundo Moreno e Rugiada Grignani costruiranno con Historieta de un abrazo un universo di ombre, burattini e musica; Steam Duo porterà in scena Intus, incontro tra acrobatica, manipolazione di oggetti e paesaggi sonori dal vivo. La serata del 29 agosto si chiuderà in piazza Santa Maria con l’Orchestra di ritmo con secchi diretta da Antonio Merola, accompagnata da trampolieri e performance di fuoco.

Domenica 30 agosto arriveranno, tra gli altri, la giocoleria comica di Daniela Cardellini, il messicano Humberto Jiménez Ríos della compagnia Kalambres con El Aletreo, ispirato all’immaginario della pittrice surrealista Remedios Varo, e Donatella Morabito con Tu no sà… chi se muà??!!!, clownerie muta nella quale fragilità, errore e goffaggine diventano strumenti di resistenza. Chiuderà la tappa di Segni Banyan – Welcome in our world, spettacolo di danza e fuoco della compagnia Una Lamp.

Nella stessa giornata il festival raggiungerà Roma con l’anteprima Peace and Juggling, lezione-spettacolo di Lorenzo Ritondale in programma alle 18.30 a Largo Mengaroni. Dal 4 al 13 settembre – nei due fine settimana del 4-6 e dell’11-13 – Anomalie tornerà poi ad abitare il Parco delle Canapiglie di Torre Maura.

Il programma romano si apre il 4 settembre con la prima nella capitale di B.O.B.A.S. – Banda Orquestal Benéfica de Actos Sepulcrales della compagnia spagnola Jimena Cavalletti: tre musiciste attendono inutilmente il sacerdote e il defunto durante una cerimonia funebre, trasformando il lutto mancato in una commedia grottesca degli imprevisti. Il giorno successivo Circo Bottoni presenterà The Big Bang, odissea cosmica per sei interpreti fatta di acrodanza, sospensione capillare, bicicletta acrobatica, giocoleria e musica dal vivo.

Tra gli appuntamenti del secondo fine settimana figurano l’anteprima nazionale de L’Alchemico Duo del Duo Flosh e la prima nazionale di Neosync del Collettivo Flaan, che intreccia roue Cyr, verticalismo, giocoleria e composizione elettronica in tempo reale. Il 12 settembre Teatro Necessario porterà a Torre Maura Clown in libertà, concerto continuamente sabotato dalle divagazioni di tre acrobati-musicisti, seguito dalle sorelle della compagnia spagnola La Buffa con Ni Fu’, Ni Fa’. La chiusura del 13 settembre sarà affidata a Melaza di Melanie Suarez, ricerca corporea sulle radici e sull’identità, e a Totem Tango del Teatro Bislacco.

Gran parte degli spettacoli è senza parole. Non si tratta soltanto di una scelta estetica: rinunciare alla centralità della lingua permette di rivolgersi a pubblici diversi per età, provenienza e competenze, facendo del corpo un terreno comune. In una periferia attraversata da comunità e biografie differenti, l’accessibilità non viene presentata come concessione, ma come parte della ricerca artistica.

Alla programmazione si affiancano laboratori gratuiti di circo per bambini, documentario partecipativo, podcast, street art e produzione di contenuti digitali. Con SpazioAgito il festival diventerà un set cinematografico diffuso; Radio Anomala raccoglierà interviste, voci e suoni; la 610 Street Art Crew interverrà sul paesaggio del Parco delle Canapiglie, trasformandolo in una scenografia urbana e in un archivio visivo temporaneo.

A Segni Pitecus è l’unico spettacolo a pagamento, mentre gli appuntamenti del 29 e 30 agosto sono gratuiti. A Roma l’ingresso è gratuito per i residenti del VI Municipio; per gli altri spettatori sono previsti un abbonamento giornaliero da 12 euro o biglietti da 4 euro per i singoli spettacoli. Date, orari e informazioni sono disponibili nel programma ufficiale di Anomalie 2026.

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