Barbera, al festival di Venezia probabilmente in futuro ci sarà una sezione sull'IA
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Barbera, al festival di Venezia probabilmente in futuro ci sarà una sezione sull'IA

Il direttore artistico del festival ha discusso l’uso dell’intelligenza artificiale nel cinema, un tema che ha suscitato dibattito tra registi, sindacati e analisti del settore e che si inserisce in una storia di innovazioni tecniche.

Barbera, al festival di Venezia probabilmente in futuro ci sarà una sezione sull'IA
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26 Febbraio 2026 - 18.09 Culture


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Alberto Barbera, direttore artistico della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, è intervenuto sul tema dell’uso dell’intelligenza artificiale nella realizzazione delle pellicole, argomento al centro di un crescente dibattito nel settore.

Lo ha fatto dialogando con gli studenti dell’Università Cattolica di Milano nell’ambito dell’iniziativa “Incontri da Festival”. “Lo scorso ottobre mi sono interrogato sull’intelligenza artificiale e se potesse valere la pena dedicare una nuova sezione del festival a questo tema”, ha spiegato. “Ho iniziato a fare ricerche: l’IA, anche se nessuno lo dice, la stiamo usando tutti. Tutte le produzioni la utilizzano per sostituire alcuni effetti speciali. Non bisogna avere paura di questo strumento, perché presenta anche vantaggi enormi”.

Ma il dibattito sull’uso delle nuove tecnologie accompagna da tempo la storia del cinema. Dal passaggio dal muto al sonoro alla fine degli anni Venti, fino all’introduzione del colore e, più recentemente, della CGI, ogni innovazione è stata inizialmente accolta con diffidenza e timori legati all’impatto sull’estetica e sulle professioni del settore, prima di ridefinire linguaggi e processi produttivi.

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Barbera ha anche ricordato le tensioni più recenti nel settore: “L’IA è uno strumento e dipende da come viene usato. Chiudere la porta è un gesto sbagliato, ottuso. Un festival deve sempre rimodulare la sua capacità di intervenire a livello di selezione e proposta sulle novità con cui dobbiamo fare i conti”.

Il tema dell’intelligenza artificiale non riguarda solo il linguaggio cinematografico, ma anche le condizioni di lavoro: nel 2023, gli scioperi promossi da SAG-AFTRA e dalla Writers Guild of America avevano chiesto maggiori garanzie sull’utilizzo delle tecnologie digitali nella riproduzione dell’immagine degli attori e nei processi di scrittura, sottolineando l’urgenza di regolamentazioni chiare nel settore.

Anche i registi si sono espressi sul tema. Christopher Nolan ha più volte sottolineato l’importanza di preservare l’esperienza cinematografica tradizionale, mentre James Cameron ha evidenziato le potenzialità degli strumenti digitali nei processi produttivi. Parallelamente, secondo analisti del settore, l’impiego dell’intelligenza artificiale potrebbe incidere non solo sugli aspetti creativi, ma anche sui costi e sui tempi di produzione, modificando gli equilibri dell’industria audiovisiva e imponendo nuove strategie organizzative.

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Il dibattito resta aperto: se da un lato l’IA può ridurre tempi e costi e trasformare la produzione, dall’altro il suo impiego solleva dubbi sulle regole da adottare e su quali limiti porre, lasciando registi e festival in una fase di valutazione ancora incerta.

Barbera offre invece la sua prospettiva: “Mi sono interrogato per capire se istituire questa sezione, ma ho pensato che fosse troppo prematuro, perché i film d’autore con IA sono ancora pochi, e magari lo farò in futuro”, ha precisato. “Nel regolamento, però, ho aggiunto che sono ammessi anche film che fanno uso limitato dell’intelligenza artificiale, e non è un passo scontato, perché molti festival rifiutano questo. Credo che sia un errore clamoroso, come se vent’anni fa avessimo detto che non accettiamo film fatti con effetti speciali”.

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