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Palazzo Pitti diventa 3D

Per la prima volta un complesso così vasto viene riprodotto ad alta definizione in ogni suo minimo dettaglio

Palazzo Pitti diventa 3D

redazione Modifica articolo

3 Ottobre 2022 - 23.38 Culture


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di Margherita Malaspina

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Il Palazzo Pitti, l’imponente palazzo rinascimentale fiorentino del 1458, ha visto svolgersi al suo interno e al suo esterno i lavori di rilievo per la riproduzione ad alta definizione e tridimensionale di ogni dettagli dell’edificio fiorentino. Sono inclusi esterni, interni, opere esposte e anche scomparse, come lo “scalone a lumaca” realizzato nel ‘500 da Bartolomeo Ammannati, di cui si erano perse le tracce.

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I lavori, tra operazioni di topografia e fotogrammetria terrestre e con droni, scansioni laser di ultima generazione, si sono conclusi dopo un anno e mezzo, grazie alla collaborazione tra le Gallerie degli Uffizi, con il coordinamento dell’architetto Elena Pozzi, e il Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale dell’Università degli Studi di Firenze, con il coordinamento della professoressa Grazia Tucci.

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Questo progetto è stato avviato ancora prima della pubblicazione della Raccomandazione dell’Unione Europea, che prevede la digitalizzazione di tutti i beni culturali a rischio, e del 50% dei monumenti più visitati entro il 2030. Ecco che i molti risultati raggiunti, che sono stati presentati durante la giornata di studi “Palazzo Pitti e il suo gemello digitale: i grandi edifici storici nell’era della transizione tecnologica”, non fanno altro che coronare una risorsa ora fondamentale.

Per il direttore delle GallerieEike Schmidt “gli Uffizi si confermano di nuovo all’avanguardia dello sviluppo tecnologico: il gemello digitale, fedele fino al millimetro, di Palazzo Pitti non ha soltanto un enorme valore come documentazione dello status della Reggia, ma offre anche dati per la conoscenza e la ricerca storica; è uno strumento importantissimo per le progettazioni delle manutenzioni e dei restauri”.

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Pitti è un edificio dalla storia complessa: per questo il suo lavoro è stato tutt’altro che semplice per via delle trasformazioni che si sono sovrapposte nel corso del tempo e per la sua molteplicità di attività e destinazioni d’uso in continua evoluzione. Infatti il direttore continua: “abbiamo adesso una documentazione precisa sull’architettura del palazzo e l’ultimo passo sarà anche la possibilità di sviluppare delle esperienze per i visitatori, per accedere virtualmente a spazi non accessibili, oppure anche di fare dei viaggi nel tempo per vedere come nel corso dei secoli il Palazzo si è sviluppato”.

Il progetto finale, non si è però limitato alla riproduzione digitale degli esterni e delle strutture architettoniche, ma ha integralmente ricreato in digitale nel dettaglio anche tutti gli interni della residenza medicea, opere, addobbi e decorazioni incluse. In più, non garantirà solo la possibilità di produrre elaborazioni 3D per tutti gli utilizzi di visualizzazione, ma potrà costituire il fondamento per lo sviluppo di un modello su più livelli, dove i dati, aggiornati in tempo reale, possano tornare utili a innumerevoli finalità di conoscenza, conservazione e valorizzazione del patrimonio.

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