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L’avventurosa vita del pittore Salvator Rosa in un nuovo saggio di Dalmazio Frau

Nelle pagine di Demoni, Streghe e battaglie, si troveranno allora le vicende misteriose di Principi della Chiesa e di Briganti, così come le storie di streghe napoletane e romane e dei loro malefici, sino al curioso caso di “magia sessuale” di Suor Giulia

L’avventurosa vita del pittore Salvator Rosa in un nuovo saggio di Dalmazio Frau

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15 Giugno 2022 - 14.18


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Con la prefazione di Paola Giovetti, saggista da sempre esperta sul mondo dell’esoterismo e del paranormale, per i tipi di Mondo Nuovo, editore di Pescara, è uscito a firma di Dalmazio Frau, un saggio sulla vita straordinaria di uno dei più misteriosi artisti, tra i pittori, del primo Barocco italiano: Salvator Rosa. Questi fu un pensatore libero, un avventuriero dal vivere movimentato tra stregonerie e alchimie, in viaggio tra Napoli, Roma e Firenze, in un mondo affascinante e complesso, composto di grandi chiaroscuri tra la Chiesa, il Potere Nobiliare e le Organizzazioni segrete e misteriche del XVII secolo.

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Il volume, completato da alcune immagini dei dipinti “stregoneschi” di Rosa, con rapide ma approfondite incursioni nel milieu misteriosofico del filosofo e spadaccino francese noto come Cyrano de Bergerac, tra diavoli e streghe, tra i misteriosi Rosa+Croce e Cristina di Svezia, si disvela ad ogni pagina sempre più come un affresco rutilante non soltanto sull’opera e la vita avventurosa di Salvator “delle battaglie”, come egli venne anche chiamato, anticipatore del Romanticismo nelle sue atmosfere e nei suoi paesaggi, ma anche su altre figure del suo tempo, praticanti le scienze occulte. 

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Ecco che nelle pagine di Demoni, Streghe e battaglie. L’avventurosa vita di Salvator Rosa, si troveranno allora le vicende misteriose di Principi della Chiesa e di Briganti, così come le storie di streghe napoletane e romane e dei loro malefici, sino al curioso caso di “magia sessuale” della famosa Suor Giulia, avvenuto in territorio partenopeo e molto altro, dando così al curioso letture un’immagine del Siglo de Oro, forse insolita e perciò ancor più affascinante nella propria variegata e tempestosa tavolozza. Infine, ma non meno importante, l’artista napoletano viene ricordato nell’immaginario collettivo e soprattutto nel cinema di cappa e spada degli anni Trenta, rocambolesco e forsanche retorico, ma sempre ricercato e coinvolgente. 

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