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Jovanotti: "Morandi non voleva un pezzo da reduce, ma da uno che va lì e...."

Morandi aveva voglia di tornare sul palco dell’Ariston e il pezzo scritto dall’amico e collega sembrava perfetto: “Mi ha detto: la porta che si è aperta con l’allegria non vorrei richiuderla. Non vorrei andare a Sanremo con un pezzo emotivo"

Jovanotti: "Morandi non voleva un pezzo da reduce, ma da uno che va lì e...."
Jovanotti e Gianni Morandi sul palco dell'Ariston

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10 Febbraio 2022 - 12.45


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Gianni Morandi è stato uno delle certezze di Sanremo 2022: il cantante di Monghidoro si è classificato al terzo posto, dietro a Elisa e Blanco & Mahmood. La canzone scritta da Jovanotti, e arrangiata dal Dj Mousse T., ha sortito l’effetto desiderato sul palco dell’Ariston (e non solo). “Ho sentito subito, fin dalla prima serata, che vibrava bene”. Così Jovanotti, intervistato dal quotidiano La Stampa descrive Sanremo 2022. “Un Paese che non ha musica dal vivo da più di due anni è un Paese cui è mancato qualcosa di profondo, al di là della giusta questione del settore in crisi… È un bisogno che è rimasto seppellito. E Sanremo è stato perfetto”, prosegue.

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Il cantante è stato autore di “Apri tutte le porte”, canzone che Gianni Morandi ha portato sul podio. Insieme a lui Mahmood e Blanco ed Elisa, arrivati al primo e al secondo posto. “È stato perfetto così. Il podio più bello di sempre. Perché io Sanremo l’ho sempre guardato… Tre generazioni, tre mondi musicali diversi, ma col respiro giusto: Morandi vecchia scuola, ma non antico; Mahmood e Blanco con un pezzo che parla anche alla generazione di Gianni; Elisa che è un’artista fantastica. Anche la successione, perfetta. Alchemica”, dice Jovanotti.

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A chi gli domanda come sia nata l’amicizia con Morandi risponde: “Ci siamo incontrati in alcune trasmissioni televisive, tantissimo tempo fa. E lui è sempre venuto ai miei concerti. A ogni tour, in una tappa c’era Gianni. Non è scontato. Al Jova Beach Party, a Marina di Cerveteri, è salito a cantare sul palco ed è stato bellissimo”.

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Poi per Morandi, nel 2021, un incidente che gli ha causato ustioni gravi alle mani, dopo il quale Jovanotti racconta di avergli mandato un messaggio. “L’ho sentito giù, era come “demorandizzato”. Impaurito da questa cosa che gli era successa. Così l’ho richiamato dicendogli: ‘Ho un pezzo per te, se lo canti tu si fa notare’”.

E così è stato. Morandi aveva voglia di tornare sul palco dell’Ariston e il pezzo scritto dall’amico e collega sembrava perfetto: “Mi ha detto: la porta che si è aperta con l’allegria non vorrei richiuderla. Non vorrei andare a Sanremo con un pezzo emotivo, strappalacrime. Con uno di quei brani un po’ ricattatori che ti costringono al brivido, all’emozione. Non voleva un pezzo da reduce, ma da uno che va lì a portare il sole.”.

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Sempre a proposito di Sanremo: il primo posto ha premiato i giovani. A chi fa notare al cantante che questo dato sembri contraddire quanto avvenuto la settimana prima in Parlamento con la politica che si è riaffidata alla saggezza di Sergio Mattarella, l’artista replica: “Il fatto è che nella musica i centri di potere sono caduti. Una volta tutto era in mano alle grandi case discografiche, ora questa cosa non vale più. Puoi arrivare a 19 anni da una provincia italiana e sfondare con mezzi di produzione accessibili a tutti. Lo stesso vale per la distribuzione, metti il brano su internet e se funziona hai vinto. O può succedere una cosa bellissima come quella dei Maneskin”. Dunque nel panorama musicale vige ormai la disintermediazione, mentre è diverso il discorso in politica dove per Jovanotti “non è il tempo giusto, questo, per cercare qualcosa di nuovo. Stiamo vivendo un momento difficile in cui è stato normale riaffidarsi a Mattarella. C’era bisogno di affidabilità e questa scelta mi è sembrata anche saggia, dopo la paura, il senso di pericolo che abbiamo attraversato”.

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