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Corpi ibridi, più artiste che artisti: così la Biennale arte 2022 sconfinerà tra i generi

Identità di genere e sessuali che si mescolano, rapporti tra umani e tecnologia: cosa proporrà la mostra veneziana diretta da Cecilia Alemani. L’ente lagunare: “Useremo tutta energia green”

Cecilia Alemani Biennale di Venezia
Cecilia Alemani. Foto Andrea Avezzù. Courtesy of La Biennale di Venezia

Stefano Miliani

10 Febbraio 2022 - 16.39


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Guardando Sanremo 2022 vi sarà saltato all’occhio come il festivalone abbia consacrato identità sessuali fluidi e non binarie con l’abbigliamento e gesti di di più cantanti e l’exploit dell’irresistibile Drusilla Foer come miglior co-conduttrice. Il maschio tutto d’un pezzo e macho e la femmina adorante non corrisponde alle generazioni under 30 passate dall’Ariston. Pensate al duo Mahmood-Blanco, a Michele Bravi, al rosa di Dario Mangiaracina con Veronica Lucchesi nella Rappresentante di Lista, al look degli ospiti Maneskin la prima sera. Donne, uomini, senza confini di genere? Identità ibride e cangianti? L’arte se lo chiede da un pezzo e la Biennale d’arte di Venezia di quest’anno conferma la tendenza.

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Jane Graverol, L’École de la Vanité, 1967. Photo Renaud Schrobiltgen. Collection Anne Boschmans. Courtesy Schirn Kunsthalle Frankfurt. © SIAE

Artisti non binari e più donne che uomini
Riprendiamo cosa ha detto nella conferenza stampa da Venezia di qualche giorno fa la critica d’arte e direttrice della mostra di questo 2022 Cecilia Alemani: con il titolo Il latte dei sogni la rassegna avrà “in maggioranza artiste e avrà artisti non binari il che riflette la grande effervescenza creativa che mette in crisi la figura dell’uomo al centro del mondo”. Ancora: “La mostra affonda le radici nella filosofia post umana mettendo in discussione il soggetto bianco occidentale come misura di tutte le cose e del mondo. A questo modello illuminista e rinascimentale si contrappongono esseri fantastici e permeabili”.

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Baya Mahieddine, Femme au panier et coq rouge, 1947 (particolare). Collection Adrien Maeght, Saint Paul. © Foto Galerie Maeght, Paris

Le date
La 59esima “Esposizione Internazionale d’Arte” ovvero la Biennale si terrà ai Giardini e all’Arsenale di Venezia dal 23 aprile al 27 novembre 2022: con una pre-apertura per stampa e a inviti dal 20 al 22 aprile, è organizzata dall’ente presieduto da Roberto Cicutto. In origine doveva tenersi nel 2021: la pandemia aveva però fatto slittare la Biennale di architettura dal 2020 all’anno scorso e di conseguenza è slittato di un anno anche l’appuntamento più storico e corposo della manifestazione.
Clicca qui per il sito della Biennale d’arte 2022

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Roberto Gil de Montes, El Pescador, 2020 (particolare). Courtesy the Artist; Kurimanzutto, Mexico City – New York

Corpi ibridi
Torniamo a Cecilia Alemani, curatrice con un’ottima reputazione di indagatrice dell’arte che lavora a New York. Il titolo Il latte dei sogni ricorda un po’ quello del radiodramma Sotto il bosco di latte del poeta gallese Dylan Thomas. “Il titolo – dice lei – è preso da un libro di favole di Leonora Carrington (1917-2011), artista vicina ai surrealisti scappata dall’Inghilterra in Messico con la Guerra mondiale. Disegna per i suoi due bambini storie fantastiche di creature ibride nelle mura di casa e dopo qualche anno le raccoglierà in un libriccino intitolato The Milk of Dreams: racconta di esseri fantastici e mutanti dall’umano al naturale al meccanico in un mondo magico dove è concesso a tutti trasformarsi. Ho scelto queste figure e la Carrington per un viaggio immaginario attraverso la metamorfosi dei corpi e delle definizioni dell’umano”.

Loïs Mailou Jones, Africa, 1935 (particolare). The Johnson Collection, Spartanburg, South Carolina

Tecnologie e il pianeta Terra
Chi saranno gli artisti? Stilare un elenco non avrebbe senso. Oltre tutto la maggioranza risulta nuova o sconosciuta ai più. Cecilia Alemani indica però altri due filoni della sua mostra: “la relazione tra gli individui e le tecnologie, i legami che si intrecciano tra i corpi e la Terra”.
A proposito del nostro pianeta, Ciccuto assicura che “tutta l’energia utilizzata da questa Biennale sarà da fonti green”, che l’ente mette in atto “misure concrete per ridurre le emissioni” e le compenserà economicamente, che darà a tutti, lavoratori, artisti, visitatori, “protocolli di comportamento” come “suggerimenti, non imposizioni”.

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Padiglione Centrale, Giardini. Foto di Francesco Galli tramite La Biennale di Venezia

Il giro del mondo in 80 paesi
Il latte dei sogni di Cecilia Alemani esporrà opere di 213 artisti da 58 paesi, di cui 26 italiani e 180 esordienti alla mostra veneziana. Le dimensioni si annunciano un po’ gigantesche: più di 1400 opere e oggetti. Chi vorrà e potrà veder tutto, dovrà mettere in conto un’impresa di più giorni.
Quanto ai padiglioni nazionali, che sono un percorso parallelo e diverso rispetto alla mostra tematica della Biennale, stavolta i Paesi della Biennale sono 80 come sempre dislocati ai Giardini, all’Arsenale e nel centro storico di Venezia. Cinque i debuttanti: Repubblica del Camerun, Namibia, Nepal, Sultanato dell’Oman e Uganda. Invece Kazakhstan, Kirghizistan e Uzbekistan partecipano per la prima volta con un padiglione ciascuno e non tutti insieme.

Gaggiandre. Foto di Andrea Avezzù. Courtesy of La Biennale di Venezia

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