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Ritrovato un concerto di musica contemporanea eseguito dai Sentieri Selvaggi con musiche di Battiato

È stato presentato in Universal il progetto per rimettere in circolo il Battiato contemporaneo: quel materiale conosciuto da un pubblico minore potrà in futuro essere a disposizione di sovrintendenti dei teatri per essere inserit

Ritrovato un concerto di musica contemporanea eseguito dai Sentieri Selvaggi con musiche di Battiato
Carlo Boccadoro e Filippo Del Corno di Sentieri Selvaggi

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22 Gennaio 2022 - 17.27


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di Giordano Casiraghi

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È stato presentato in Universal il progetto per rimettere in circolo il Battiato contemporaneo. Ciò sta a significare che quel materiale conosciuto da un pubblico minore potrà in futuro essere a disposizione di sovrintendenti dei teatri per essere inserito nei programmi annuali. Promotori di questa iniziativa sono quelli di Sentieri Selvaggi, nelle figure di Carlo Boccadoro e Filippo Del Corno presenti alla conferenza stampa. Intanto c’è da segnalare come primo atto la messa in rete del concerto che Sentieri Selvaggi ha organizzato il 9 giugno 2009 al Teatro I di Milano dove sono state eseguite Sud Afternoon, e L’Egitto prima delle sabbie, composizioni uscite su disco nel 1978.

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Boccadoro, che chiamato da Battiato ha diretto l’opera Telesio nel 2011, ha raccontato quali saranno le aspettative di questa iniziativa: L’intento è quello di mettere a disposizione gli spartiti per l’esecuzione delle musiche di Battiato, quelle dei tre dischi usciti per la Ricordi. Antonio Ballista, il pianista presente alle registrazioni di questi album, ha recentemente ritrovato documentazione per quanto riguarda «Zâ» e «Café Table Musik», usciti nel 1977 nel disco intitolato semplicemente «Battiato». A questo punto mancano all’appello alcuni brani dell’album Juke Box per completare la ricerca. Purtroppo Battiato non ha mai tenuto traccia degli scritti utilizzati per la registrazione, forse perché all’atto della preparazione dei dischi riteneva che quello convocato fosse l’unico organico in condizione di eseguire la sua musica, anche perché ho scoperto che alcuni brani di «Juke Box» sono stati modificati durante l’esecuzione. È capitato che un brano fosse stato scritto per violino solo e invece, per dargli più corpo,  è stato registrato per più violini. Va detto che noi come gruppo Sentieri Selvaggi abbiamo sempre considerato la musica scritta di Battiato molto interessante e l’abbiamo proposta in più occasioni, però è vero che al riguardo molti teatri non hanno mai aderito volentieri a inserirla nei loro programmi. Quando nel 2009 abbiamo pensato di proporre un concerto di sue musiche non pensavamo di raccogliere tanto interesse da parte del pubblico, infatti avevamo previsto uno spazio di esecuzione piuttosto piccolo dove entravamo un massimo di 200 persone. Ebbene, abbiamo dovuto replicare lo spettacolo quella stessa sera senza riuscire a soddisfare le numerose richieste. Così, solo poco tempo fa, riordinando i vari materiali che avevo a casa mi sono ritrovato in mano questa registrazione che riascoltandola mi è subito parsa adatta per essere pubblicata. A suo tempo era stata registrata per essere trasmessa nel programma concerti di Rai Radio Tre.

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Durante la presentazione, è stata ascoltata un’intervista che Filippo Del Corno ha fatto a Battiato quella sera del 2009, tra un concerto e l’altro. Quindici minuti dove l’artista esprime il suo punto di vista sull’aspetto classico delle sue composizioni, con riferimenti ai minimalisti americani, a Stockhausen e Paolo Castaldi. Del Corno, musicista e già assessore alla Cultura del Comune di Milano, è tra i fondatori dell’ensemble Sentieri Selvaggi. Così ricorda quella serata: Battiato si è mostrato molto disponibile partecipando alle prove anche nei giorni precedenti, infatti ha seguito con Boccadoro la scrittura della composizione «Sud Afternoon», che non aveva conservato. Va detto che Battiato, quando gli abbiamo presentato l’idea di eseguire queste due composizioni, ha mostrato una certa perplessità. Poi però si è accorto che lo proponevamo perché sinceramente interessati alla sua musica contemporanea e non certo per sfruttare la sua popolarità. Ho sempre seguito Battiato nelle varie fasi della sua carriera, dal periodo sperimentale alle composizioni classiche, fino a quello delle canzoni di successo. A farmelo conoscere è stato Danilo Lorenzini che a fine anni Settanta ha pubblicato il disco «I fiori del sole» prodotto dallo stesso Battiato e sempre Lorenzini, in duo con Michele Fedrigotti, ha suonato il pianoforte in «Luna indiana» da «L’era del cinghiale bianco».


Sempre sul fronte della musica strumentale di Battiato, viene chiesto a Boccadoro e Del Corno se con l’ensemble Sentieri Selvaggi si possa arrivare ad adattare alcune canzoni di Battiato in forma strumentale. Non ci abbiamo pensato – conclude Boccadoro – ma non escludo si possa fare, per ora però ci concentriamo su quello che ci ha lasciato come documenti di classica contemporanea

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