A Milano sarà inaugurata una statua in onore di Margherita Hack
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A Milano sarà inaugurata una statua in onore di Margherita Hack

Il progetto di realizzazione della prima opera su suolo pubblico dedicata a una storica figura femminile dell’astrofisica è già partito

A Milano sarà inaugurata una statua in onore di Margherita Hack
In foto Margherita Hack
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8 Gennaio 2022 - 16.59


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Dopo l’inaugurazione della prima statua dedicata a una donna, Cristina Trivulzio di Belgiojoso, figura centrale della storia del Risorgimento italiano, Milano avrà la prima scultura su suolo pubblico dedicata a una storica figura femminile dell’astrofisica e massima espressione del mondo Stem (Science Technology Engineering and Mathematics), Margherita Hack (1922-2013). Pioniera nel proprio campo, accademica e brillante divulgatrice del Novecento con il suo lavoro di ricerca per lo studio e la classificazione spettrale di molte categorie di stelle. È stata la prima donna a dirigere un osservatorio astronomico in Italia.

Il progetto di realizzazione è già partito e la statua sarà inaugurata a giugno 2022, in occasione del centenario della sua nascita. Fondazione Deloitte, in collaborazione con Casa degli Artisti e con il supporto del Comune di Milano – Ufficio Arte negli Spazi Pubblici, presenterà mercoledì 19 gennaio 2022 il progetto vincitore di Una scultura per Margherita Hack e comunicherà allo stesso tempo lo spazio pubblico scelto per la collocazione dell’opera.

Sono ancora poche le opere dedicate alle donne, escludendo madonne, sante e beate; tuttavia ad oggi Milano si accinge a fare dei passi verso la parità, rompendo con secoli di strade, piazze e monumenti dedicati solo a uomini, nonché realizzati da soli uomini. 

L’urgenza di ripensare la toponomastica alla luce dei grandi cambiamenti sociali che stanno avvenendo, è stata ribadita anche da Maria Pia Ercolini, presidente dell’associazione Toponomastica femminile, in un’intervista a Repubblica: “Noi riteniamo che la memoria sulle strade debba essere quella delle donne che hanno agito non di quelle che hanno subito, perché continuiamo a riproporre un’immagine di donne vittime, martiri, e non è questo l’obiettivo che abbiamo in testa”.

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