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Fiorella Mannoia sulla violenza contro le donne: "Agli uomini dico: siate femministi"

L'artista interviene in occasione della Giornata dedicata al ricordo delle donne vittime di violenza: "Dobbiamo toglierci dalla testa di essere crocerossine"

Fiorella Mannoia

globalist

25 Novembre 2021


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Oggi 25 Novembre è la Giornata del ricordo delle donne vittime di violenza e molti artisti sono scesi in campo per ricordare quanto sia importante sensibilizzare su questo tema:

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”Solo tre donne su dieci denunciano: non si sentono tutelate, credute o non ci sono le punizioni? Si chiede l’inasprimento delle pene, io dico che basterebbe l’applicazione.

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Se una donna denuncia e un uomo soggetto a restrizione si avvicina, arrestatelo”.

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Questa la riflessione, nella Giornata contro la violenza sulle donne, di Fiorella Mannoia, che in un’intervista a Repubblica non risparmia critiche anche alle dirette interessate: “Dobbiamo toglierci dalla testa di essere crocerossine, non salviamo nessuno, questi uomini non cambiano. Sento dire dalle giovani: ‘Non vengo, il mio ragazzo non vuole’ e lo dicono con una sorta di compiacimento, scambiano la gelosia come un atto d’amore. Va scardinata questa mentalità”.

“Una donna sottomessa non è un buon esempio, né per i maschi né per le femmine – dice ancora la cantautrice – Le mamme con i maschi tendono a giustificare e ad accogliere come se fossero più deboli. Penso che il percorso vada fatto insieme. Vorrei dire agli uomini: siate femministi. Il femminismo non è contro gli uomini, forse è partito così all’inizio, le rivoluzioni sono estreme. Sono d’accordo con Natalia Aspesi, non va fatta la guerra ai maschi ma si deve sconfiggere il patriarcato. Per me femminismo vuol dire parità di salario, di diritti, di decidere. Siamo esseri umani uguali, le donne devono guadagnare come gli uomini”.

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”Sono amica delle donne. Non ho mai sentito competizione e inimicizia ma senso di sorellanza – prosegue la Mannoia riferendosi alla sua direzione artistica di ‘Amiche in arena’ – Poi alcune donne mi piacciono e altre no.

Sono quelle che, in caso di stupro, dicono: ‘Che c’è andata a fare alla festa?’, ‘perché è entrata nella stanza?’.

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Spesso i drammi si consumano in famiglia e non confessi quello che succede neanche a tua madre, a tuo padre o alle amiche. Vogliamo essere libere di dire di no. Non sono favorevole alle quote rosa – aggiunge – E tante volte mi dicono che anche in tv non le rispetto. Invito le donne che mi ispirano. Non siamo quote da inserire per legge, voglio essere riconosciuta per quello che so fare, per la mia competenza”.

Una donna presidente della Repubblica? ”Avrei voluto Tina Anselmi – confessa – ci battemmo tanto per proporla. Oggi potrebbe essere Rosy Bindi”.

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