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Anzaldi: "Foa in Rai non ha più la maggioranza, cosa si aspetta a sfiduciarlo?"

Il segretario della Commissione di Vigilanza Rai: "Che senso ha ascoltare Foa? Se la Vigilanza vuole occuparsi di Foa oramai dovrebbe farlo solo per sfiduciarlo"

Marcello Foa
Marcello Foa

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15 Aprile 2020 - 17.08


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Michele Anzaldi, segretario della Commissione di Vigilanza Rai, da giorni denuncia la clamorosa violazione del pluralismo da parte dei Tg della Rai che, in seguito al discorso a reti unificate di Conte in cui il premier ha ‘fatto nomi e cognomi’ indicando Salvini e Meloni come diffusori di fake news sul Mes, stanno dando uno spazio giudicato eccessivo ai due leader dell’estrema destra. 
Onorevole Anzaldi, la seduta di ieri della Vigilanza Rai, dopo le polemiche per il discorso di Conte e le repliche sproporzionate date a Salvini e Meloni, si è conclusa con la convocazione dell’amministratore delegato Salini e del presidente Foa. È soddisfatto?
“In realtà le conclusioni della commissione non mi sembra che abbiano preso atto di quello che è davvero successo nel corso della riunione, la vera notizia del giorno. Gli interventi del Pd, del senatore Casini, del Movimento 5 stelle, insieme alla posizione che da sempre esprime Italia Viva, hanno dimostrato che Foa non ha più la maggioranza in commissione, che i voti peraltro discussi con i quali è stato eletto a settembre 2018 oggi non ci sono più. Lo ha sottolineato anche la prima pagina di un quotidiano certamente non ostile al mondo M5s, come ‘La Notizia’. Bisognava prendere atto di questo. E allora che senso ha ascoltare Foa? Se la Vigilanza vuole occuparsi di Foa oramai dovrebbe farlo solo per sfiduciarlo formalmente, dopo averlo già fatto in sostanza”.
Crede che ora sia davvero possibile arrivare all’accesso agli atti alle schede della votazione su Foa, come lei chiede da mesi?
“Ora c’è una maggioranza che vuole visionare quelle schede, come può il presidente della Vigilanza Barachini continuare a tenerle secretate? Ad ammettere ora che Foa non è un presidente di garanzia è anche il capo politico M5s Vito Crimi, come ha dichiarato al ‘Fatto Quotidiano’. Mi aspetto che ora siano tutti conseguenti”.
Quindi in commissione dovrebbe venire solo Salini? Oppure anche lei, come il centrodestra vorrebbe convocare Rocco Casalino, il portavoce di Palazzo Chigi?
“Salini certamente può spiegarci cosa è successo, mentre la richiesta di sentire Casalino mi sembra solo una boutade per buttarla in caciara, come si dice a Roma. Altrimenti sarebbe umiliante per una commissione parlamentare: quando mai il Parlamento ascolta un semplice collaboratore di un esponente politico e non direttamente il politico o la carica istituzionale. Allora si convochi direttamente Conte, se si ravvisano responsabilità dirette del premier, altro che il suo addetto stampa. Se Casalino ha delle responsabilità nella gestione di un ufficio pubblico e istituzionale come l’ufficio stampa della presidenza del Consiglio lo deve eventualmente verificare il segretario generale di Palazzo Chigi, aprendo un’indagine interna”.

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