Massini: “Davamo il futuro per scontato, il Coronavirus ci ha tolto il controllo del tempo”

Il monologo di Stefano Massini sul come il Coronavirus modificherà la nostra percezione del tempo

Stefano Massini

Stefano Massini

globalist 2 aprile 2020

"Stasera vi racconto una storia" inizia Stefano Massini a Piazzapulita, "quella di un famoso inventore inglese, John Harrison, che si presentò all'ufficio brevetti con un orologio portentoso, che andava in ritardo solo di 4 secondi, per l’epoca un grande risultato. 'Ve lo pagheremo solo quando in futuro presenterete un nuovo prototipo, migliore' gli rispose la Commissione. Harrison si presentò con il secondo prototipo, ma la Commissione gli disse la stessa cosa: 'tornate quando avrete un prototipo migliore'. Lo fece una terza volta, e la Commissione gli disse che serviva di più. E ancora, e ancora. Ogni volta gli veniva detto che sarebbe stato pagato in futuro. Alla fine, a 70 anni, Harrison chiese udienza a Giorgio III di Inghilterra, ma il sovrano non lo ascoltava, era quasi annoiato sul trono. Harrison lo fissò e disse: “Maestà, è in corso un colpo di Stato”.

"Il re si riscosse, e chiese spiegazioni. E allora Harrison disse: “Qualcuno è oggetto di venerazione e omaggio più di voi, e quello è il vero re. Il nemico è il futuro, tutti guardano solo al futuro”.


Harrison spiegò: “Maestà, voi potete tutto. Fate una legge secondo cui l’uomo deve essere giudicato per quel che è, non per quel che sarà. Solo così vivremo finalmente il tempo che abbiamo, e non quello del futuro che non esiste ancora”.


Cerco di spiegare cosa c’entra questa storia con la situazione che stiamo vivendo: il virus ci ha tolto l’abuso del futuro. Lo davamo per scontato, ma adesso la macchina si è interrotta. Il futuro non è affatto un bene scontato. C’è qualcos’altro del nostro rapporto con il tempo che il virus ha messo in crisi: non esisterà solo un prima e un dopo il virus, ma anche un durante. La fase transitoria non la accettiamo, non riusciamo a capirla. La tecnologia ci dice che possiamo contrarre il tempo a nostro piacimento, perché non accettiamo che ci siano tempi intermedi. Questo virus è come una guerra? Non è vero, o se lo è, è una guerra come era tanti anni fa. Si parlava di ‘guerra lampo’, ma non è questo il caso. Siamo costretti a subire un assedio, stiamo aspettando il picco che non arriva mai. Questa fase è aldilà della nostra capacità di controllo, perché urta con il modo in cui siamo abituati a gestire il tempo. Ci lascerà una lezione sull’abuso del futuro. Prima di coniugare qualunque verbo al futuro, penseremo se stiamo facendo il passo più lungo della gamba".