Romanzo con racconti gay: scrittrice cinese condannata a 10 anni di carcere

Tian Yi dichiarata colpevole da un tribunale di aver prodotto e distribuito materiale osceno. Il libro proibito si intitola “Gongzhan” ossia Occupazione e aveva già venduto 7 mila copie

Condannata una scritrice in CIna

Condannata una scritrice in CIna

globalist 19 novembre 2018

Omofobia e nello stesso tempo sessuofobia in un paese con molti tabù: una scrittrice cinese è stata condannata a 10 anni di reclusione per aver pubblicato un romanzo che contiene brani omoerotichi tra uomini. L’entità della pena, però, sta facendo discutere gli utenti dei social cinesi, che la considerano eccessiva.
La scrittrice - identificata come Liu e nota con lo pseudonimo di Tian Yi - è stata riconosciuta colpevole da un tribunale della provincia di Anhui per aver prodotto e distribuito del «materiale osceno». Il suo romanzo  “Gongzhan” (“Occupazione”) conterrebbe in particolare «comportamenti omosessuali tra maschi compresi atti sessuali come stupri e abusi», riporta il Global Times. La pornografia è illegale in Cina.
La condanna risale al 31 ottobre scorso, ma ha cominciato a circolare solo ora sui social cinesi, dove in molti esprimono contrarietà per una pena giudicata troppo severa.
«L’autrice merita vicinanza. È vero che ha violato il codice penale, ma anche un anno di reclusione sarebbe stato troppo, figuriamoci dieci», ha commentato sul social Sina Weibo la rinomata sessuologa e sociologa cinese Lin Yinhe. «Dieci anni per un romanzo? È troppo», le fa eco un’altra utente segnalata dalla Bbc.
Una terza denuncia ancora di essere stata aggredita sessualmente a Pechino nel maggio scorso e che, in confronto, il suo assalitore è stato condannato a 8 mesi di prigione.        
Prima di essere arrestata, Tian Yi era riuscita a vendere 7mila copie di “Gongzhan” e di altri suoi scritti «pornografici».