Naufragio, Sea Watch a Roma: vogliamo un porto vicino o non interveniamo

Sono 40 migranti ripescati a largo della Libia, 12 non ce l'hanno fatta. L'allarme della Marina americana che pattuglia l'area. La ong tedesca è sul posto ma chiede garanzie al governo italiano

Le operazioni di soccorso di Sea Watch

Le operazioni di soccorso di Sea Watch

globalist 12 giugno 2018

E ora il governo Salvini che farà? Dirà no anche ai 40 sopravvissuti dell'ultimo naufragio davanti alle coste libiche?. Quaranta superstiti e 12 morti in mare. Un'altra tragedia a 20 miglia da terra. A dare l'allarme la nave della Ong Sea Watch che pattuglia l'area, Il naufragio, spiega la Ong, "ci è stato segnalato da un assetto della Marina statunitense, che ha tratto in salvo dall'acqua 40 persone e conferma 12 cadaveri".
Ma Sea Watch sottolinea che accoglierà a bordo i sopravvissuti del naufragio al largo della Libia "a condizione dell'assegnazione di un porto sicuro ragionevolmente vicino". Lo scrive su Twitter la stessa Ong sottolineando che la nave della Marina americana ha concluso il soccorso, recuperando 41 migranti in vita e 12 cadaveri e "chiede a Roma l'assegnazione di un porto a Sea Watch per effettuare il trasbordo".


La Ong tedesca, molto nota e attiva, solo una settimana fa è stata suo malgrado protagonista nel tentativo di aiutare un'altra imbarcazione umanitaria, la Seefuchs che per 48 ore ha dovuto combattere con le condizioni proibitive del mare e 120 migranti a bordo. A quel punto Sea Watch ha affiancato l'altra nel tentativo di prendere su i migranti, rifiutandosi di abbandonare la 'gemella' più piccola in difficoltà per le onde alte due metri.
Il diverbio duro tra la Valletta e Roma nasce anche grazie a questo episodio datato 7 giugno. La sala operativa italiana ha chiesto supporto a Malta che pero si è rifiutata i fornire assistenza (se non per esclusiva evacuazione medica per via aerea delle persone in situazioni delicate). Malta ha suggerito a Roma di attivare i dispositivi militari di Eunavformed o della Guardia costiera italiana ma nel frattempo ha intimato ad una motovedetta italiana di cambiare la propria rotta e non entrare in acque maltesi.
Seefuchs, nella circostanza, è stata poi scortata in Italia, fino in Calabria,  dalla nave Diciotti della Guardia costiera italiana e da alcuni assetti militari di Eunavformed.