Minacce razziste a Baobab: daremo fuoco a voi e ai vostri negri

I volontari che nella Capitale aiutano i migranti sono da tempo oggetto di intimidazione fasciste

Minacce a Baobab

Minacce a Baobab

globalist 21 febbraio 2018

Loro solo i ragazzi e i volontari di Baobab. Quelli che hanno fatto della solidarietà un impegno e che, proprio per questo, sono diventati una realtà scomoda in una Capitale indifferente e, nello stesso tempo, sempre più intollerante.
Ovviamente con l’aggravante delle squadracce fasciste che a Roma, come in tanti luoghi d’Italia, imperversano indisturbate e si sono rese protagoniste di episodi tanto gravi quanto sostanzialmente impuniti: dalla sollevazione contro i migranti al Tiburtino III, sulla base di false notizie fatte circolare ad arte, alle aggressioni agli stranieri a cui erano stati dati alloggi popolari, alle tante minacce contro chi si impegna nel volontariato, senza contare le aggressioni ai bengalesi o la parata fascista lasciata fare impunemente nell’anniversario di Acca Larentia,
Così Baobab è finita nuovamente nel mirino.
Il racconto di già che è accaduto è in una denuncia pubblica che vale la pena ri riportare integralmente .
“I difensori della patria sono venuti di nuovo a farci visita. Non per portare cibo, o tende, o per un servizio giornalistico, ma per gridarci questo e minacciare le volontarie e i ragazzi ospiti del nostro presidio che in quel momento si trovavano all’ingresso del campo.
A pochi giorni dalle svastiche ricamate con la bomboletta spray da sedicenti epigoni di Ludwig, siamo costretti a sorbirci il peggio del campionario fascio-razzista. Insulti razzisti, sessismo d’accatto ("puttana sei una puttana" ripetevano a una volontaria), riprese col telefonino delle auto e dei presenti in quel momento, intimidazioni e minacce. E' sempre quello, purtroppo lo conosciamo bene.
Per quanto ci riguarda, abbiamo già fornito tutte le informazioni utili ad identificare gli autori della parata, e faremo tutto quello che va fatto affinché la magistratura indaghi. Ma soprattutto, continueremo a fare quello che facciamo, che abbiamo fatto in Via Cupa, al Verano, a piazzale Spadolini, e che oggi facciamo a Piazzale Maslax.
Abbiamo centocinquanta “negri a cui dare fuoco”, al campo, ma per scaldarli mentre le temperature vanno a picco. Abbiamo tre pasti da servire ogni giorno, tende e sacchi a pelo da procurare, malati e vittime di tortura da far visitare, pratiche di assistenza legale da mandare avanti, curriculum da scrivere per la ricerca di lavoro, attività sociali e sportive da mettere in piedi.
Lo facciamo ogni giorno, con la grande partecipazione delle migliaia di cittadini di questa città che, da più di due anni, continuano a sostenerci per mantenere vivo un piccolo spazio di umanità che nessuna minaccia ci dissuaderà dal continuare a presidiare, in attesa che le istituzioni si decidano a fare il loro mestiere.
Domenica sarà una delle tante giornate di manutenzione del campo, incontri con il presidio legale, organizzazione dei pasti e raccolta di materiali. Farà freddo, pare, e sarà un motivo in più per essere presenti. C’è del lavoro da fare, per rinforzare le tende e risistemare le attrezzature. Siete tutti invitati per un tè caldo e una merenda, dalle tre alle sei del pomeriggio, dentro al gazebo, insieme ai volontari e ai nostri ospiti.
Venite a farci compagnia, a darci una mano, se volete, e soprattutto a scambiare quattro chiacchiere con i nostri ospiti. E’ la migliore risposta che questa città continua a saper dare a chi ogni tanto ha l’impellente necessità di uscire dalla propria fogna”.
Bisogna aggiungere altro? No. Solidarietà a Baobab nella speranza che il loro appello sia accolto e che non solo in questa occasione ma anche nei prossimi giorni, settimane e mesi ci siano manifestazioni di vicinanza verso chi aiuta i più deboli.