È morta Maricarmen Abascal, l'87enne simbolo delle proteste per il diritto alla casa in Spagna
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È morta Maricarmen Abascal, l'87enne simbolo delle proteste per il diritto alla casa in Spagna

È morta Maricarmen Abascal, l'87enne spagnola diventata il simbolo delle proteste per il diritto alla casa in Spagna.

È morta Maricarmen Abascal, l'87enne simbolo delle proteste per il diritto alla casa in Spagna
Maricarmen Abascal
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7 Ottobre 2026 - 23.56


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Occhiello: Mancante

È morta Maricarmen Abascal, l’87enne spagnola diventata il simbolo delle proteste per il diritto alla casa in Spagna. L’anziana è deceduta all’ospedale Gregorio Marañón di Madrid, dove era ricoverata dal 23 settembre, dopo essere stata sfrattata con la forza dalla sua abitazione nel quartiere del Retiro. Le immagini dello sfratto, avvenuto mentre Maricarmen veniva portata via su una barella, avevano provocato una forte reazione nel Paese.

Per sette anni l’anziana aveva combattuto nelle aule di tribunale contro lo sfratto. La notizia della sua morte è stata diffusa dal Sindicato de Inquilinas, l’organizzazione che l’aveva sostenuta nella sua battaglia.

Il messaggio

“Ci duole comunicare che nella giornata odierna è morta Maricarmen”, ha comunicato il sindacato sui social. “Lo scorso 23 settembre, come tutti sapete, si era realizzato il suo sgombero e da allora era rimasta in ospedale. Sebbene si è poi stato raggiunto uno storico accordo che le avrebbe permesso di tornare nella sua abitazione, questa soluzione è arrivata troppo tardi”, si legge nel messaggio, che definisce lo sfratto dell’anziana “una situazione di assolutamente evitabile, dopo un processo di tortura”.

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Il cordoglio di Sánchez

“Tutto il mio affetto alla famiglia e ai cari di Maricarmen. Un abbraccio anche a tutti coloro che oggi sentono questa perdita come se fosse la propria. Riposi in pace”. Lo ha scritto su X il premier spagnolo Pedro Sánchez, dopo la notizia della morte dell’87enne, il cui sfratto a Madrid aveva dato impulso alle proteste di piazza in diverse città spagnole contro la crisi abitativa.

Lo sfratto

Maricarmen viveva sola nella casa del quartiere del Retiro, dove era rimasta dopo la morte dei genitori. Aveva una disabilità riconosciuta del 50 per cento e aveva sempre pagato un affitto di 500 euro al mese.

Nel 2020, dopo l’acquisto dell’edificio da parte della società Urbangestion, il canone era stato però portato a 2.650 euro mensili, una cifra che l’anziana non era in grado di sostenere. A fine settembre era quindi arrivato lo sfratto, eseguito nonostante le proteste di decine di attivisti e residenti.

Dopo giorni di trattative, i rappresentanti legali di Maricarmen avevano raggiunto un accordo con Urbangestion, proprietaria dell’immobile, grazie alla mediazione dell’Ente Municipale per l’Edilizia Abitativa e il Territorio di Madrid, Emvs Madrid. L’intesa le avrebbe consentito di rientrare nella sua abitazione, ma è arrivata quando Maricarmen era ormai ricoverata in ospedale.

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Il sindacato degli inquilini ha definito la vicenda “assolutamente evitabile dopo un iter estenuante”.

Migliaia di persone in piazza

La notizia della morte di Maricarmen ha provocato una nuova mobilitazione a Madrid. Migliaia di persone si sono riversate nel centro della capitale, in particolare nella zona di Puerta del Sol, dove dopo lo sfratto dell’anziana era stato allestito un accampamento di ‘indignados’ per chiedere interventi contro l’emergenza abitativa.

Da lì è partito un corteo diretto verso il Congresso dei Deputati, trasformando ancora una volta la vicenda di Maricarmen in un simbolo della protesta contro il costo degli affitti e la difficoltà di accesso alla casa.

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