«Dentro la maggioranza è partita la notte dei lunghi coltelli: a destra hanno paura di perdere le prossime elezioni e si cominciano a regolare i conti interni, e questa volta l’hanno fatto sulle finte preferenze». È l’accusa lanciata dal segretario di Alleanza Verdi e Sinistra, Nicola Fratoianni, in un’intervista rilasciata al Quotidiano Nazionale, nella quale critica duramente il confronto in corso sulla riforma della legge elettorale.
Per il leader di Avs, il sistema su cui lavora la maggioranza resta inaccettabile anche dopo le modifiche introdotte. «Questa legge elettorale è una truffa e non basta un emendamento sulle preferenze a salvarla», afferma Fratoianni, rilanciando la proposta del suo partito di adottare collegi uninominali proporzionali. Un modello che, secondo il deputato rossoverde, consentirebbe agli elettori di scegliere direttamente i propri rappresentanti, eliminando le liste bloccate e riducendo al tempo stesso «il peso dei capi bastone e il rischio di inquinamento del voto».
Fratoianni replica anche alle dichiarazioni della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che dopo il voto della scorsa settimana aveva parlato di una vittoria della «palude». «Quando Meloni dice che vince la palude per l’esito del voto della settimana scorsa, non si rende conto che la palude è proprio nella sua stessa maggioranza. E chi guida il governo del Paese non dovrebbe mai definire il Parlamento una palude».
Nel mirino del segretario di Avs c’è infine l’impianto complessivo della riforma, che giudica in contrasto con la Costituzione. «La legge che stanno pensando è evidentemente anticostituzionale: perché prevede un enorme premio di maggioranza, viola le prerogative del presidente della Repubblica con l’indicazione del candidato premier già al deposito del programma elettorale della coalizione; peraltro, con un emendamento inserito nottetempo, si rischia di buttare al mare un milione di voti. Ed è un tentativo di introdurre il premierato tramite legge ordinaria approvata a colpi di maggioranza a meno di un anno dalle elezioni».
Le dichiarazioni di Fratoianni si inseriscono nel confronto politico sempre più acceso sulla riforma della legge elettorale, tema destinato a rimanere al centro del dibattito parlamentare nei prossimi mesi.
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