Quasi 400 persone sono state uccise nei raid aerei israeliani in Libano, secondo quanto riferito dal ministero della Salute.
Il ministero della Salute libanese ha dichiarato che il numero delle vittime causate dagli attacchi aerei israeliani nell’ultima settimana è salito a 394. Sabato il bilancio diffuso era di 294 morti.
Tra le persone uccise negli attacchi israeliani ci sono 83 bambini e 42 donne, ha dichiarato in precedenza oggi il ministro della Salute del Libano, Rakan Nassereddine, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa AFP.
Nassereddine ha inoltre detto ai giornalisti che tra le vittime ci sono nove soccorritori. Non è stato possibile verificare in modo indipendente queste cifre.
Gli attacchi si inseriscono nel contesto dell’escalation militare che nelle ultime settimane ha coinvolto Israele e diversi attori della regione, con un forte aumento delle operazioni militari lungo il confine tra Israele e Libano. L’esercito israeliano sostiene di colpire infrastrutture e postazioni del movimento sciita Hezbollah, alleato dell’Iran e attivo nel sud del Libano.
Il governo israeliano afferma che le operazioni sono mirate a fermare il lancio di razzi e droni verso il territorio israeliano, mentre le autorità libanesi denunciano un pesante impatto sulla popolazione civile e sulle infrastrutture del Paese. I raid hanno colpito diverse aree del Libano, compresa la periferia meridionale di Beirut e zone del sud del Paese considerate roccaforti di Hezbollah.
La nuova ondata di bombardamenti si inserisce inoltre nel clima di crescente tensione in Medio Oriente, segnato negli ultimi giorni da scontri diretti tra Israele e Iran e da attacchi incrociati che coinvolgono anche altri Paesi della regione. La comunità internazionale ha espresso preoccupazione per il rischio di un ulteriore allargamento del conflitto.