Megalomania al potere: Trump fa esporre il suo grande ritratto al Dipartimento di Giustizia
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Megalomania al potere: Trump fa esporre il suo grande ritratto al Dipartimento di Giustizia

L’installazione di un grande striscione con l’immagine di Donald Trump sulla facciata del Dipartimento di Giustizia a Washington ha riacceso un acceso dibattito sul rapporto tra Casa Bianca e indipendenza delle istituzioni federali.

Megalomania al potere: Trump fa esporre il suo grande ritratto al Dipartimento di Giustizia
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19 Febbraio 2026 - 23.27


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L’installazione di un grande striscione con l’immagine di Donald Trump sulla facciata del Dipartimento di Giustizia a Washington ha riacceso un acceso dibattito sul rapporto tra Casa Bianca e indipendenza delle istituzioni federali. Per molti osservatori, il gesto non è soltanto simbolico: viene letto come l’ennesimo segnale di una personalizzazione estrema del potere e di una crescente confusione tra la figura del presidente e gli organi dello Stato.

Le critiche sono arrivate da più fronti. Il commentatore conservatore Bill Kristol, fondatore della rivista The Weekly Standard, ha scritto su X: «Vergognoso — ma in un certo senso utile. Nessuno dovrebbe più fingere che abbiamo un “Dipartimento di Giustizia”. Abbiamo un Dipartimento di Trump». Parole particolarmente significative proprio perché provenienti da un esponente storico dell’area conservatrice.

Sulla stessa linea il senatore democratico del New Jersey Andy Kim, che ha ricordato la funzione istituzionale dell’agenzia federale: «Il Dipartimento di Giustizia dovrebbe lavorare per voi e rappresentare voi, non lui».

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Un gesto dal forte valore simbolico

Il Dipartimento di Giustizia statunitense è tradizionalmente considerato uno degli snodi più delicati dell’equilibrio democratico americano, proprio perché dovrebbe operare in modo indipendente dal potere politico. L’esposizione di un banner presidenziale sull’edificio ha quindi un peso che va oltre l’aspetto comunicativo: tocca il tema, molto sensibile negli Stati Uniti, della separazione tra politica e giustizia.

Secondo i critici, l’operazione contribuisce a rafforzare l’immagine di un’amministrazione fortemente centrata sulla figura del presidente, in cui la comunicazione pubblica tende a sovrapporsi all’autonomia delle istituzioni.

rsi commentatori stanno leggendo la scelta dello striscione: non come un semplice atto comunicativo, ma come parte di una strategia più ampia di centralizzazione dell’immagine presidenziale.

Un caso destinato a far discutere

Al momento l’amministrazione non ha fornito spiegazioni dettagliate sul significato politico dell’iniziativa. Tuttavia, la rapidità e la durezza delle reazioni — anche in ambienti conservatori — suggeriscono che la vicenda potrebbe alimentare ulteriormente il confronto già molto polarizzato sul rapporto tra la presidenza Trump e le istituzioni federali.

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In gioco, per molti osservatori, non c’è solo uno striscione, ma il confine — sempre più contestato — tra leadership politica forte e personalizzazione del potere.

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