Mentre Donald Trump ha intensificato nelle ultime settimane la sua offensiva verbale contro l’Unione europea e la Nato, un’alto funzionario del Dipartimento di Stato, Sarah B. Rogers, ha attaccato pubblicamente le politiche sull’hate speech e sull’immigrazione adottate da quelli che formalmente sono alleati degli Stati Uniti, arrivando a promuovere partiti dell’estrema destra razzista europea.
Rogers è diventata, di fatto, il volto pubblico della crescente ostilità dell’amministrazione Trump verso le democrazie liberali europee. Da quando ha assunto l’incarico in ottobre, ha incontrato esponenti dell’estrema destra europea, criticato procedimenti giudiziari basati su leggi storiche contro l’incitamento all’odio e rivendicato sui social l’imposizione di sanzioni contro critici delle politiche anti-hate speech e anti-disinformazione applicate alle grandi piattaforme tecnologiche statunitensi.
Rogers è sottosegretaria di Stato per la diplomazia pubblica, una delle dieci cariche più importanti del Dipartimento di Stato, istituita nel 1999 per rafforzare i rapporti tra gli Stati Uniti e le opinioni pubbliche straniere, piuttosto che con governi e diplomatici.
Tuttavia, Rogers sembra interessata a conquistare una precisa fascia di opinione pubblica all’estero.
Tra i suoi recenti post su X figurano la definizione dei migranti in Germania come “orde barbariche di stupratori”, un commento sulla Svezia che collega apparentemente la violenza sessuale alla politica migratoria (“Se il vostro governo si preoccupasse della ‘sicurezza delle donne’, avrebbe una politica migratoria diversa”) e l’affermazione secondo cui “i sostenitori dell’immigrazione illimitata dal Terzo mondo hanno a lungo controllato una quota sproporzionata della produzione ufficiale di conoscenza”.
Interpellata con una richiesta dettagliata di commento, Rogers ha sostenuto che sarebbe “diffamatorio” definire il suo post sui migranti in Germania come una descrizione di “tutti i migranti in Germania”, precisando che si riferiva a coloro che aggredirono centinaia di persone a Colonia. Ha aggiunto che, tra le limitate opzioni lessicali disponibili, “orda barbarica di stupratori” sarebbe una definizione ragionevole per gli aggressori di Colonia e che non dovrebbe essere illegale dirlo.
Quanto al commento sulla Svezia, ha spiegato che il contesto era una serie di interventi mediatici in cui la “sicurezza delle donne” sarebbe stata usata come pretesto per censurare internet. Per “produzione ufficiale di conoscenza” ha precisato di intendere i media di prestigio, il mondo accademico, alcune Ong e i loro finanziatori istituzionali.
Secondo studiosi dell’estrema destra europea, interventi come quelli di Rogers riflettono una scelta strategica dell’amministrazione Trump di sostenere questi movimenti.
Léonie de Jonge, docente all’Università di Tübingen ed esperta di estremismo di destra, ha osservato che l’amministrazione Trump ha un interesse diretto nel rafforzare movimenti anti-democratici all’estero, poiché ciò contribuisce a legittimarli e a rafforzare la propria agenda politica.
Georgios Samaras, docente di politiche pubbliche al King’s College di Londra, ha sostenuto che dopo l’assalto al Campidoglio del 6 gennaio il disprezzo di Trump per le istituzioni tradizionali ha smesso di essere tattico per diventare identitario. Nei quattro anni fuori dalla Casa Bianca, questa postura si sarebbe irrigidita, trattando vincoli, controlli e pluralismo come nemici. Il suo atteggiamento benevolo verso i movimenti dell’estrema destra europea rientrerebbe nella stessa logica: esportazione culturale e proiezione di potere.
L’asse con AfD
Dall’inizio del suo mandato, Rogers ha stabilito contatti con l’estrema destra europea.
Il Financial Times ha riferito che avrebbe incontrato partiti di opposizione di destra in vari Paesi europei con l’obiettivo di finanziare think tank e organizzazioni allineate al Maga. Un esponente del partito britannico Reform avrebbe parlato di un “fondo discrezionale” del Dipartimento di Stato per promuovere iniziative di stampo Maga e sostenere organizzazioni europee impegnate a contrastare politiche governative.
Il 13 dicembre Rogers ha incontrato Markus Frohnmaier, deputato di Alternative für Deutschland (AfD). Secondo un suo post su X, il colloquio avrebbe chiarito che Washington cerca un partner tedesco forte.
Il giorno successivo, di fronte alle critiche, Rogers ha scritto che, a differenza del governo russo e dell’attuale governo tedesco, AfD avrebbe assunto una posizione anti-censura nell’incontro con lei, suggerendo che questa sarebbe una delle ragioni della sua crescita nei consensi.
Alla richiesta di chiarimenti, Rogers ha sostenuto che Frohnmaier è il portavoce per la politica estera del partito più popolare in Germania e che incontrarlo rientra nella necessità di comprendere ufficialmente le posizioni di AfD.
Nel 2019 Der Spiegel riferì dell’esistenza di un documento strategico inviato dalla Duma russa ai vertici dell’amministrazione presidenziale, nel quale si proponeva di sostenere la candidatura di Frohnmaier alle elezioni federali del 2017 per avere un deputato “assolutamente controllato” nel Bundestag. Frohnmaier ha visitato più volte la Russia e la Crimea occupata dal 2014; nel 2016 partecipò al Forum economico internazionale di Yalta, dove conobbe la futura moglie, allora giornalista del quotidiano filogovernativo russo Izvestia.
Rogers ha definito tali accuse non comprovate e comunque non ostative a un incontro. Frohnmaier ha sempre negato di essere controllato dalla Russia, definendo “falsi” i documenti citati da Der Spiegel.
Nel frattempo lo Stato tedesco ha classificato AfD come una minaccia per la democrazia. L’Ufficio federale per la protezione della Costituzione l’ha designata come forza “estremista di destra accertata”, consentendo una sorveglianza più intensa. La decisione è stata attaccata dall’amministrazione Trump: Marco Rubio l’ha definita “tirannia mascherata”. Anche JD Vance, alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco, ha criticato il cosiddetto “cordone sanitario” tedesco che esclude coalizioni con l’estrema destra.
Rogers segue le orme del suo predecessore ad interim Darren Beattie, che aveva anch’egli incontrato Frohnmaier parlando di priorità condivise su scambi culturali e migrazione. Beattie era stato licenziato durante la prima amministrazione Trump dopo aver partecipato a un raduno suprematista bianco. Nel 2024 scrisse su X che “uomini bianchi competenti devono essere al comando se si vuole che le cose funzionino”. Oggi ricopre un incarico di vertice presso l’Ufficio per gli affari educativi e culturali.
Secondo Samaras, questi contatti funzionano come legittimazione e segnalano un allineamento transatlantico tra l’estrema destra americana e quella tedesca, dato il peso della Germania in Europa e nella memoria storica del fascismo.
“Con l’immigrazione di massa le libertà liberali arretrano”
Rogers ha amplificato anche messaggi di attivisti della destra radicale britannica. Il 24 gennaio ha rilanciato un servizio di GB News sulla decisione della polizia metropolitana di Londra di vietare una marcia “Walk with Jesus” per evitare tensioni con la comunità musulmana locale, commentando: “Quando l’immigrazione di massa destabilizza le società, le libertà politiche liberali arretrano”, citando come esempio la libertà di assemblea nel Regno Unito.
La marcia era organizzata da Ukip, partito di estrema destra accusato negli anni post-Brexit di islamofobia. In precedenza aveva promosso una “Mass Deportations Tour” e invitato i sostenitori a “riprendersi Whitechapel dagli islamisti”. La polizia aveva comunque invitato Ukip a svolgere la manifestazione in un’altra zona della città.
Rogers ha chiarito che il suo tweet faceva riferimento a due marce organizzate da Ukip – una contro la politica migratoria e una evangelica – e che alcuni commentatori di sinistra avrebbero ritenuto Ukip indegno del diritto di libera assemblea.
In un post del 2 dicembre, Rogers ha scritto che, come nella “crisi delle frodi somale” negli Stati Uniti, anche il problema delle “gang dello stupro” in Gran Bretagna sarebbe stato offuscato da lacune nei dati, talvolta volontarie. Ha citato il Casey Report 2025 e un caso di frodi in Minnesota.
Il post rilanciava un video del sedicente giornalista indipendente Jack Hadfield, che sosteneva tassi più elevati di aggressioni sessuali tra “stranieri” nel Regno Unito. I dati provenivano dal Centre for Migration Control, organizzazione anti-immigrazione, e sono stati definiti da critici inaffidabili o smentiti.
Hadfield, ex collaboratore di Breitbart, nel 2017 fu identificato come amministratore di un gruppo Facebook segreto con contenuti razzisti e antisemiti. All’epoca si definì “di destra moderata”, sostenendo che tutte le idee, incluse quelle dell’“alt-right”, dovessero essere discusse.
Rogers ha minimizzato, affermando di non indagare sulla storia universitaria su Facebook di ogni autore che rilancia, e che alcuni articoli riconoscevano che Hadfield potrebbe non aver pubblicato personalmente i contenuti più controversi.
Il video di novembre era stato girato durante una protesta anti-immigrazione a Chelmsford, teatro di tensioni per l’uso di hotel per richiedenti asilo. Tra i partecipanti figurava Lucy Connolly, da poco scarcerata dopo aver scontato parte di una condanna per incitamento all’odio razziale, in seguito a un post in cui scriveva: “Date fuoco a tutti gli hotel pieni di quei bastardi per quanto mi riguarda”. Il post era stato pubblicato dopo un omicidio erroneamente attribuito a immigrati irregolari, prima di rivolte anti-immigrazione nel Regno Unito.
Connolly è divenuta una figura simbolo della destra radicale, definendosi “prigioniera politica” e ricevendo sostegno da Nigel Farage. Rogers l’ha difesa in un podcast, sostenendo che il suo post sarebbe stato legale negli Stati Uniti e citando la sentenza Brandenburg v. Ohio del 1969, che limita la possibilità di punire penalmente l’incitamento.
Secondo de Jonge, le critiche alle leggi contro l’hate speech sono un tropo tipico dell’estrema destra, che le presenta come strumenti di repressione per rafforzare una narrazione vittimistica. Samaras aggiunge che l’appello alla libertà di espressione non è neutrale, ma diventa una rivendicazione di permesso speciale per dominare il discorso pubblico e bollare ogni limite come censura.
Il mirino su DSA e Online Safety Act
Rogers è stata anche il volto delle nuove sanzioni sui visti contro esponenti di quella che lei e Rubio definiscono la “censorship-industrial complex”, nel mirino anche di Elon Musk e di esponenti repubblicani.
Nel farlo ha chiarito che il Digital Services Act europeo e l’Online Safety Act britannico sono tra gli obiettivi dell’amministrazione.
Il 23 dicembre Rubio ha annunciato sanzioni contro cinque individui accusati di aver tentato di costringere piattaforme americane a censurare o demonetizzare opinioni statunitensi. Rogers ne ha poi reso pubblici i nomi su X, definendo Dsa e Osa strumenti per espandere la censura in Europa e nel mondo.
Tra i colpiti figura Imran Ahmed, direttore del Centre for Countering Digital Hate e residente permanente negli Stati Uniti, accusato da Rogers di aver collaborato con l’amministrazione Biden per “strumentalizzare il governo contro cittadini americani”.
Ahmed ha citato in giudizio Rogers e altri funzionari. Il 24 dicembre una giudice federale ha emesso un’ordinanza temporanea per impedirne la deportazione. Ahmed ha dichiarato di credere nel sistema di pesi e contrappesi americano e di non voler essere intimidito nel suo lavoro contro l’antisemitismo e i danni dei social media.
Le sanzioni sono arrivate poco dopo una lettera del senatore del Missouri Eric Schmitt, che aveva definito Dsa e Osa un tentativo di imporre dall’estero restrizioni ideologiche “hard-left” al discorso pubblico americano, chiedendo la revoca dei visti a presunti “censori globali”.
Secondo Samaras, le mosse di Rogers vanno lette in chiave strategica: se il “Project 2025” è il modello interno, questa sarebbe la versione esportabile. Attaccare governi europei, destabilizzare, sostenere le forze più reazionarie aumenterebbe le probabilità di cambiamenti elettorali favorevoli all’estrema destra in Francia, Germania, Regno Unito, Spagna e altrove.
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