Cresce la pressione sull’amministrazione Trump perché venga avviata un’indagine completa sulla sparatoria mortale, mentre si rafforza un’inedita opposizione bipartisan alla massiccia presenza dell’ICE nello Stato.
Nel corso della giornata di oggi, una giudice federale esaminerà la richiesta di sospendere e ridimensionare l’operazione repressiva condotta dalle autorità federali in Minnesota, un intervento che in meno di un mese ha portato all’uccisione di due cittadini statunitensi di 37 anni da parte di agenti governativi.
Lo Stato del Minnesota e le città di Minneapolis e St Paul hanno citato in giudizio il Dipartimento per la Sicurezza Interna (DHS), che controlla l’ICE, chiedendo non di bloccare l’applicazione delle leggi sull’immigrazione, ma di allentare una “stretta” considerata sproporzionata e pericolosa, introdotta con il dispiegamento straordinario di migliaia di agenti federali.
Il ricorso è stato presentato all’inizio del mese, cinque giorni dopo l’uccisione di Renee Good, madre di tre figli e poetessa pluripremiata, colpita a morte da un agente dell’ICE. La sua morte aveva scatenato proteste e indignazione diffuse a Minneapolis.
Le autorità locali chiedono alla giudice distrettuale Kathleen Menendez di ordinare una riduzione del numero degli agenti federali presenti nello Stato — circa 3.000, un contingente che supera di cinque volte quello della polizia di Minneapolis — riportandolo ai livelli precedenti al lancio della cosiddetta “Operation Metro Surge”, avviata nell’area metropolitana il mese scorso.
Secondo i ricorrenti, l’operazione federale ha prodotto un clima di paura generalizzata: osservatori legali fermati senza accuse, studenti esposti ai gas lacrimogeni, agenti armati presenti in asili nido, scuole, chiese e moschee. Non una normale attività di polizia, ma una presenza percepita come militarizzata e fuori controllo.
Intervenendo ieri in conferenza stampa, il procuratore generale democratico del Minnesota, Keith Ellison, ha spiegato che il ricorso nasce dalla «natura senza precedenti di questo dispiegamento», definendolo «un abuso costituzionale inedito».
Resta incerto quando la giudice emetterà una decisione. Il Dipartimento di Giustizia ha liquidato la causa come «giuridicamente infondata», sostenendo che il Minnesota «pretende di arrogarsi un potere di veto sull’azione delle forze dell’ordine federali».