Minnesota: il candidato governatore repubblicano lascia e accusa Trump per la barbarie dell'Ice
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Minnesota: il candidato governatore repubblicano lascia e accusa Trump per la barbarie dell'Ice

Chris Madel, avvocato di Minneapolis e candidato repubblicano alla carica di governatore del Minnesota, ha annunciato lunedì il ritiro ufficiale dalla corsa elettorale

Minnesota: il candidato governatore repubblicano lascia e accusa Trump per la barbarie dell'Ice
Chris Madel
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26 Gennaio 2026 - 21.50


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Chris Madel, avvocato di Minneapolis e candidato repubblicano alla carica di governatore del Minnesota, ha annunciato lunedì il ritiro ufficiale dalla corsa elettorale, citando come causa principale la sua opposizione alle operative federali di controllo dell’immigrazione nello Stato e ciò che ha definito «la ritorsione dichiarata dai Repubblicani nei confronti dei cittadini del nostro stato».

Madel, che aveva lanciato la sua campagna a dicembre e si era presentato come outsider nel campo dei candidati repubblicani alle primarie previste per il prossimo agosto, ha reso noto il suo passo indietro attraverso un video postato sui social network.

«Non posso sostenere la ritorsione dichiarata dei Repubblicani a livello nazionale verso i cittadini del nostro stato, né posso considerarmi un membro di un partito che lo farebbe», ha affermato Madel nel video.

Secondo quanto riportano le agenzie internazionali, Madel ha motivato la sua decisione con l’evoluzione dell’operazione federale anti-immigrazione, nota come Operation Metro Surge, lanciata dalla Casa Bianca e che ha visto lo spiegamento di migliaia di agenti federali in Minnesota.

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Pur dichiarando di sostenere «gli obiettivi originari» dell’operazione — ossia la rimozione dal territorio degli immigrati non autorizzati ritenuti pericolosi — Madel ha detto che l’iniziativa «ha superato di gran lunga il suo scopo dichiarato» e ha provocato paura fra cittadini statunitensi, in particolare nelle comunità di colore.

«I cittadini degli Stati Uniti, in particolare quelli di colore, vivono nella paura. I cittadini degli Stati Uniti portano documenti per dimostrare la loro cittadinanza. Questo è sbagliato», ha affermato.

Madel ha inoltre criticato l’uso di mandati civili per effettuare perquisizioni domiciliari da parte degli agenti federali, definendolo «incostituzionale» e «sbagliato».

La decisione di Madel giunge in un momento di forte tensione politica e sociale nello Stato: l’operazione federale ha suscitato proteste diffuse, azioni legali da parte di autorità statali e cittadine e critiche bipartisan dopo il secondo decesso di un cittadino americano per mano di agenti federali a Minneapolis in poche settimane.

Il caso ha portato lo Stato, insieme alle città di Minneapolis e St Paul, a citare in giudizio il Dipartimento per la Sicurezza Interna, sostenendo che l’elevato numero di agenti e le modalità di intervento possano violare prerogative costituzionali e la sovranità statale.

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Madel, 59 anni, non aveva mai ricoperto incarichi elettivi prima di questa candidatura. In passato aveva lavorato come avvocato, fornendo consulenza legale, tra gli altri, a funzionari delle forze dell’ordine coinvolti in casi di alto profilo.

La sua campagna durava meno di due mesi e si svolgeva in un campo repubblicano molto affollato: tra gli altri contendenti figurano il presidente della Camera statale Lisa Demuth, l’imprenditore Mike Lindell, l’ex senatore Scott Jensen e altri candidati.

Madel ha anche affermato che le azioni dei Repubblicani nazionali hanno reso «quasi impossibile» per un candidato del suo partito vincere un’elezione a livello statale in Minnesota.

Con il ritiro di Madel, il campo repubblicano resta aperto ma frammentato, mentre figura di primo piano come la senatrice Amy Klobuchar ha già depositato documenti per esplorare una possibile candidatura democratica alla carica di governatore, anche se non ha ancora formalizzato la sua corsa.

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