Gaza, 14 morti per la tempesta Byron mentre gli aiuti restano bloccati a causa della disumanità di Israele
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Gaza, 14 morti per la tempesta Byron mentre gli aiuti restano bloccati a causa della disumanità di Israele

La popolazione di Gaza affronta un nuovo capitolo di sofferenza. La tempesta Byron, con piogge torrenziali e venti forti, ha causato almeno 14 morti nella Striscia di Gaza nelle ultime 24 ore, tra cui donne e bambini, aggravando una crisi umanitaria già drammatica.

Gaza, 14 morti per la tempesta Byron mentre gli aiuti restano bloccati a causa della disumanità di Israele
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12 Dicembre 2025 - 18.10


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La popolazione di Gaza affronta un nuovo capitolo di sofferenza. La tempesta Byron, con piogge torrenziali e venti forti, ha causato almeno 14 morti nella Striscia di Gaza nelle ultime 24 ore, tra cui donne e bambini, aggravando una crisi umanitaria già drammatica. Le autorità sanitarie locali e fonti ufficiali parlano di decessi dovuti a crolli di edifici, ipotermia e condizioni estreme nei luoghi in cui vivono centinaia di migliaia di sfollati.

Le precipitazioni hanno fatto crollare abitazioni già danneggiate dalla guerra, travolto tende in cui migliaia di famiglie cercano riparo e reso ancora più insopportabili condizioni già segnate da mancanza di riscaldamento, acqua potabile e assistenza medica. Molti dei morti erano persone vulnerabili, incapaci di proteggersi dal freddo intenso e dall’acqua che ha invaso i campi profughi e gli insediamenti provvisori.

Secondo l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM), materiali essenziali come strumenti di riparazione, sacchi di sabbia, pompe idrauliche e materiali da costruzione – indispensabili per rafforzare rifugi fragili contro i continui acquazzoni – restano bloccati all’ingresso della Striscia a causa di restrizioni di accesso imposte dalle autorità israeliane.

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Queste forniture sono vitali non solo per prevenire ulteriori crolli, ma anche per mitigare l’impatto delle inondazioni nei campi dove vivono centinaia di migliaia di sfollati. Le tende e le coperte già distribuite dalle agenzie umanitarie dall’inizio del cessate il fuoco non sono adeguate a resistere a piogge così intense, lasciando molte famiglie completamente esposte agli elementi.

La IOM ha sottolineato che molti insediamenti si trovano su terreni bassi, pieni di detriti e privi di sistemi di drenaggio, rendendo le alluvioni ancora più pericolose. In queste condizioni, il rischio di malattie legate all’acqua contaminata, al freddo e alle scarse condizioni igieniche cresce rapidamente, esponendo soprattutto donne, bambini e anziani a pericoli gravi per la salute.

La direttrice generale dell’IOM, Amy Pope, ha definito “essenziale” un accesso immediato e senza ostacoli agli aiuti, affinché le famiglie palestinesi possano sopravvivere a queste condizioni estremamente difficili dopo due anni di guerra devastante e distruzione diffusa.

Nonostante la tregua in vigore dallo scorso ottobre, Gaza rimane in gran parte in macerie, con infrastrutture civili distrutte e un numero impressionante di persone costrette a vivere in ripari temporanei. Le autorità israeliane affermano che gli aiuti autorizzati sono sufficienti e hanno attribuito ritardi e difficoltà alla gestione delle organizzazioni internazionali e alle condizioni sul terreno, mentre gruppi umanitari insistono sulla necessità di rimuovere completamente le restrizioni all’ingresso dei materiali di emergenza.

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Intanto, famiglie in lutto e sfollati continuano a lottare contro il freddo, la pioggia e l’incertezza, cercando di sopravvivere in uno dei momenti più duri e tragici della loro esistenza, mentre la comunità internazionale è chiamata a rispondere con urgenza a una catastrofe che non accenna ad arrestarsi.

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