Israele spara contro un veicolo dell'Onu, uccide un dipendente e si giustifica: "Era in zona di guerra..."
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Israele spara contro un veicolo dell'Onu, uccide un dipendente e si giustifica: "Era in zona di guerra..."

Il veicolo delle Nazioni Unite attaccato ieri a Rafah, nel sud della Striscia di Gaza, in cui è morto un dipendente internazionale dell'organizzazione, si trovava in una «zona di combattimento attivo»

Israele spara contro un veicolo dell'Onu, uccide un dipendente e si giustifica: "Era in zona di guerra..."
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14 Maggio 2024 - 10.17


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Una vergogna assoluta: il veicolo delle Nazioni Unite attaccato ieri a Rafah, nel sud della Striscia di Gaza, in cui è morto un dipendente internazionale dell’organizzazione, si trovava in una «zona di combattimento attivo» e l’esercito non era stato informato del suo percorso. Lo ha detto un portavoce militare israeliano all’agenzia spagnola Efe.

«Una prima indagine condotta indica che il veicolo è stato colpito in un’area dichiarata zona di combattimento attiva. Non eravamo a conoscenza del percorso sul veicolo», ha detto il portavoce. L’esercito ha confermato che quanto accaduto è «in fase di esame».

A bordo del veicolo -che stava andando verso l’ospedale europeo e, secondo Hamas, era «chiaramente identificato» con le insegne dell’Onu- c’erano due dipendenti internazionali del team della sicurezza delle Nazioni Unite (la nazionalità non è stata ancora resa nota).

Non è la prima volta che l’esercito israeliano attacca un veicolo chiaramente contrassegnato con le insegne di un’agenzia umanitaria, e Human Rights Watch ha documentato oggi in un rapporto di diversi attacchi diretti contro convogli umanitari e camion per la consegna di cibo, in cui sono stati uccisi una trentina di operatori umanitari. All’inizio di aprile, i militari hanno attaccato un convoglio dell’Ong World Central Kitchen, che distribuisce cibo e pasti preparati in luoghi devastati da guerre o disastri, uccidendo sette dei suoi lavoratori, sei dei quali stranieri.

Leggi anche:  I genitori dei militari israeliani chiedono ai figli di tornare a casa e non combattere più

Sotto i bombardamenti a Gaza, sono morti 250 impiegati dell’Onu (quasi 190 dell’agenzia per i rifugiati palestinesi, Unrwa) ma quelle di ieri son le prime vittime straniere. 

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