Biden rischia per le incertezze sul massacro di Gaza: gli under 35 potrebbero disertare le urne
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Biden rischia per le incertezze sul massacro di Gaza: gli under 35 potrebbero disertare le urne

La protesta per Gaza contro Joe Biden rischia di far perdere al democratico il sostegno di un gruppo elettorale che è stato cruciale per la sua vittoria nel 2020, i giovani.

Biden rischia per le incertezze sul massacro di Gaza: gli under 35 potrebbero disertare le urne
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22 Marzo 2024 - 15.02


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La sua incertezza e la sua timidezza rispetto al massacro e ai crimini di guerra di Netanyahu e dei suoi estremisti di destra rischia di compromettere la rielezione di Biden.

 Già poche settimane dopo l’inizio della guerra a Gaza, a seguito degli attacchi di Hamas del 7 ottobre, nelle università americane, a partire da quelle più prestigiose, è nato un movimento contro l’operazione israeliana e di solidarietà verso i palestinesi. Un movimento che si è concretizzato in proteste, lettere e prese di posizioni che hanno creato polemiche e dibattiti, e anche l’avvio di un’inchiesta federale su incidenti antisemiti, ed islamofobici, nei campus americani.

Ma ora ad otto mesi dal voto per le presidenziali di novembre, questo movimento sta alimentando un voto di protesta per Gaza contro Joe Biden, che rischia di far perdere al democratico il sostegno di un gruppo elettorale che è stato cruciale per la sua vittoria nel 2020, i giovani. Gli effetti si stanno già vedendo nelle primarie in corso, che il presidente, che corre praticamente senza avversari, sta usando per galvanizzare il sostegno della base dem scettica e preoccupata per la candidatura alla rielezione di un 81enne.

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Agli appelli al voto di protesta, con la consegna di una scheda praticamente bianca alle primarie, in Michigan, Washington, Minnesota e Massachussets non hanno risposto infatti unicamente gli elettori arabo americani, altra base elettorale che Biden rischia di perdere per Gaza, a ma anche molti elettori under 35. Insomma, Biden perde terreno tra i giovani elettori, mentre, stando i sondaggi, Donald Trump tiene, con l’effetto paradossale che alcuni sondaggi danno il repubblicano in testa in questo settore dell’elettorato.

«E’ certamente preoccupante, lo dovrebbe essere per la Casa Bianca e per il presidente, il fatto che i suoi numeri non siano così buoni come l’altra volta. Ma sta al presidente fare i cambiamenti, riportare le persone a sostenerlo ed avere così la coalizione di cui abbiamo bisogno per battere Trump a novembre», spiega a The Hill Paco Fabian, direttore di Our Revolution, iniziativa politica fondata da Bernie Sanders, l’anziano senatore ultra liberal che per due volta si è candidato alla Casa Bianca raccogliendo enorme sostegno tra i tra i giovani, che è uno dei gruppi che sostiene il voto di protesta anti-Biden.

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Se ci sono altre questioni che allontano i giovani dal presidente, dal clima all’inflazione, la questione di Gaza, e la politica di appoggio, anche militare, ad Israele e il mancato sostegno alle richieste di cessate il fuoco, è centrale. 

Certamente non è un caso che Biden e la sua amministrazione stiano assumendo posizioni più critiche nei confronti del governo israeliano, con il presidente che ha esplicitamente criticato Netanyahu e tracciato «la linea rossa» sull’attacco a Rafah, che il premier israeliano continua ad insistere di voler portare a termine.

Il rischio con cui deve fare i conti la campagna di Biden non è certo che i giovani delusi dal presidente su Gaza votino per Trump che recentemente da detto che «gli ebrei che votano per i democratici odiano la loro religione e Israele» accusando l’attuale amministrazione di non sostenere abbastanza il governo di Benjamin Netanyahu, con cui l’ex presidente ha sempre avuto una grande sintonia. Ma la paura è che i giovani disertino le urne, facendo perdere ai democratici voti cruciali.

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«Penso che sia chiaro che i giovani non sono grandi fan dell’ex presidente Trump, così se Biden perderà voti tra i giovani sarà non perché voteranno per Trump ma perché non andranno a votare», spiega Fabien che continua ad esprimere la speranza che «Biden faccia questi aggiustamenti» necessari per continuare il dialogo con il suo elettorato.

Strateghi democratici come David Thomas, si dicono comunque «non eccessivamente preoccupati» dal voto di protesta registrato tra i giovani nelle primarie, nella convinzione che, di fronte al rischio di un ritorno di Trump, «la maggioranza di loro tornerà a sostenere» il democratico.

Per quanto riguarda i sondaggi, due rilevamenti fatti alla fine dello scorso anno davano Trump avanti tra i 4 e i 6 punti tra gli under 35, ed uno solo, di Axios-Generation Lab, dava Biden in testa di appena 4 punti. Bisogna ricordare che Biden non può permettersi di perdere il voto dei giovani, che nel 2020 ha vinto con un margine del 20% secondo il Pew Research Center.

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