Il Libano polemico: "Chiedono il ritiro di Hezbollah dal confine ma non l'attuazione delle risoluzioni internazionali"
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Il Libano polemico: "Chiedono il ritiro di Hezbollah dal confine ma non l'attuazione delle risoluzioni internazionali"

Il ministro degli Esteri libanese, Abdullah Bou Habib, ha dichiarato che le richieste degli inviati internazionali a Beirut si focalizzano sul ritiro di Hezbollah dalla zona di confine e sul rimpatrio dei coloni israeliani

Il Libano polemico: "Chiedono il ritiro di Hezbollah dal confine ma non l'attuazione delle risoluzioni internazionali"
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15 Gennaio 2024 - 11.24


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Il ministro degli Esteri libanese, Abdullah Bou Habib, ha dichiarato che le richieste degli inviati internazionali a Beirut si focalizzano sul ritiro di Hezbollah dalla zona di confine e sul rimpatrio dei coloni israeliani, non sull’attuazione delle risoluzioni internazionali.

Eppure i funzionari libanesi hanno ribadito la loro richiesta di ritiro di Israele dai territori occupati dopo aver liberato i confini. Le discussioni internazionali con Beirut per risolvere la questione della guerra nel Libano meridionale si sono scontrate su due fattori: il primo è stata la chiara condizione di Hezbollah che la guerra a Gaza finisse prima di qualsiasi altra discussione su qualsiasi questione libanese in cambio della fine dei combattimenti; il secondo riguarda il dilemma costituzionale libanese rappresentato dall’assenza di un presidente della repubblica che, secondo la legge, è responsabile della negoziazione e della firma dei trattati internazionali. 

Habib ha dichiarato alla stampa che «le visite dei delegati a Beirut, dopo una tappa a Tel Aviv, si concentrano in particolare sulla proposta del ritorno dei coloni israeliani nei villaggi al confine con il Libano, mentre le richieste del Libano sono note a tutti, e i suoi funzionari le ripeteranno ai delegati internazionali». Intanto diversi funzionari di Hamas che vivevano in Libano sono fuggiti nei paesi vicini e in altri alleati del gruppo palestinese, dopo il raid israeliano che ha portato alla morte di Saleh al-Arouri. Lo riferisce l’emittente pubblica israeliana «Kan».

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 Dopo l’uccisione di Arouri a Beirut il 2 gennaio, alcuni funzionari di Hamas si sono trasferiti in Turchia e Siria, mentre il portavoce del gruppo palestinese, Ghazi Hamad, si è trasferito al Cairo, in Egitto, e non ha alcun intenzione di ritornare in Libano.

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