Bavaglio e repressione: un tribunale russo ha condannato Ksenia Fadeyeva, ex responsabile dell’organizzazione del leader dell’opposizione Alexei Navalny nella città siberiana di Tomsk, a 9 anni di carcere. Lo hanno fatto sapere i suoi sostenitori.
Quella contro la sostenitrice di Navalny è solo l’ultima di una serie di pesanti sentenze contro l’opposizione russa, dopo che il Cremlino ha raddoppiato la repressione della società civile dall’inizio della guerra in Ucraina il 24 febraio 2022.
Il reato per il quale Fadayeva è stata condannata, riferiscono i suoi sostenitori sui social media, è quello di estremismo, annunciando che la difesa farà appello alla Corte suprema.
Ksenia Fadeyeva era a capo dell’ufficio politico di Navalny a Tomsk, proprio dove il leader dell’opposizione è stato avvelenato nell’agosto 2020 durante una visita preelettorale. Fadeyeva venne poi eletta nella legislatura della città di Tomsk nel 2020, in quella che fu considerata una vittoria dell’opposizione russa contro il governo del presidente Vladimir Putin.
Nel 2021, però, le autorità hanno etichettato il gruppo come «organizzazione estremista», rendendo perseguibili i suoi membri e sostenitori. Molti degli alleati di Navalny hanno lasciato la Russia, ma Fadeyeva si è rifiutata di fuggire ed è stata arrestata nel dicembre 2021.