La preoccupazione c’è ed è reale: il presidente sloveno Borut Pahor si è detto preoccupato per le possibili conseguenze del conflitto armato in Ucraina sui Balcani occidentali, sostenendo al tempo stesso che eventuali modifiche dei confini nei Balcani causerebbero una nuova guerra nella regione.
«Sono preoccupato per l’influsso della guerra in Ucraina sulla stabilità dei Balcani occidentali, e invito i leader locali ad astenersi da ogni azione che potrebbe peggiorare la situazione nella regione», ha detto Pahor in una intervista al giornale di Tirana Albanian Post, ripresa dai media a Belgrado.
E con riferimento ai dibattiti dei mesi scorsi su una possibile revisione delle frontiere, Pahor ha detto che una cosa del genere nei Balcani non si può fare in modo pacifico. «In linea di principio – ha detto – sono sempre gli stati che si accordano sui confini comuni. Sono gli stati ad avere la responsabilità per i rapporti con i vicini e lo sviluppo pacifico degli eventi. Ma nel caso dei Balcani occidentali sono più che certo che un eventuale cambiamento del confine tra Kosovo e Serbia porterebbe a una revisione della frontiera in Bosnia-Erzegovina, e questo porterebbe a una guerra».
«Sono fermamente convinto che è praticamente impossibile che un cambio di confine avvenga in maniera pacifica», ha aggiunto il presidente sloveno. A suo avviso, la risposta all’influenza russa nei Balcani deve essere l’integrazione più rapida possibile della regione nell’Unione europea. «C’è la preoccupazione che la guerra in Ucraina possa estendersi ai Balcani occidentali. La regione ha vissuto una guerra non tanto tempo fa, e la situazione della sicurezza in molti Paesi dei Balcani occidentali è ancora fragile – ha osservato Pahor. Per questo sostengo l’importanza di un rapido allargamento della Ue. Tanto più la Ue sarà presente nei Balcani occidentali, tanto meno vi sarà spazio per la Federazione russa. Come dico spesso, la Ue è la risposta a tutti i problemi dei Balcani occidentali».