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La Cina avverte gli Usa: "Nessuno può fermare il nostro sviluppo"

«L'essenza è che non vogliono vedere forze non occidentali avere successo nel mondo, e non vogliono vedere i Paesi in via di sviluppo rafforzare la solidarietà e la cooperazione», ha aggiunto Wan in una nota del ministero degli Esteri.

La Cina avverte gli Usa: "Nessuno può fermare il nostro sviluppo"

globalist

27 Maggio 2022 - 14.12


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“Nessuno può fermare” lo sviluppo della Cina, ha dichiarato il ministro degli Esteri cinese Wang Yi, durante la missione alle Kiribati, arcipelago del Pacifico centrale con cui la Cina ha stretto rapporti diplomatici nel 2019, sfilando un alleato a Taiwan. All’indomani delle aspre critiche rivolte a Pechino dal segretario di Stato americano Antony Blinken nel discorso sull’approccio di Washington verso la secondo economia del pianeta, il ministro cinese ha aggiunto: “Gli Stati Uniti e i loro alleati sono determinati a concentrarsi sull’ostacolare deliberatamente lo sviluppo della Cina”, ha affermato il ministro degli Esteri cinese Wang Yi durante la missione

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«L’essenza è che non vogliono vedere forze non occidentali avere successo nel mondo, e non vogliono vedere i Paesi in via di sviluppo rafforzare la solidarietà e la cooperazione», ha aggiunto Wan in una nota del ministero degli Esteri, in merito all’incontro avuto con il presidente di Kiribati, Taneti Maamau. Tuttavia, «lo sviluppo e la rivitalizzazione della Cina e di altri Paesi in via di sviluppo è una necessità storica e un nostro legittimo diritto, e nessuna forza può fermarlo».

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La Cina è disposta «a fare del suo meglio per collaborare con i paesi in via di sviluppo per accelerare lo sviluppo comune ed eliminare l’ingiustizia storica», ha concluso Wang, raffrozando i legati con Kiribati, nell’ambito una missione che punta a consolidare la presenza con gli Stati insulati del Pacifico.

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Intanto, Figi ha aderito all’iniziativa economica Indo-Pacifica economica (Ipef) lanciata lunedì a Tokyo con un blocco iniziale di 13 Paesi dal presidente Joe Biden per bilanciare il crescente peso economico di Pechino nella regione, secondo quanto ha riferito la Casa Bianca.

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