Putin discorso reazionario peggio di Kirill: "Patria, fede e valori tradizionali, l'Occidente li ha cancellati"
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Putin discorso reazionario peggio di Kirill: "Patria, fede e valori tradizionali, l'Occidente li ha cancellati"

Erano in corso i preparativi per un'altra operazione punitiva nel Donbass, per un'invasione delle nostre terre storiche, compresa la Crimea".

Putin discorso reazionario peggio di Kirill: "Patria, fede e valori tradizionali, l'Occidente li ha cancellati"
Vladimir Putin
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9 Maggio 2022 - 10.25


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Un riscorso reazionario, quasi una fotocopia con quello del Patriarca Kirill, con una aggiunta più specifica sulla guerra.

“Gli Stati Uniti d’America, soprattutto dopo il crollo dell’Unione Sovietica, hanno iniziato a parlare della loro esclusività, umiliando così non solo il mondo intero, ma anche i suoi satelliti, che devono fingere di non accorgersi di nulla e ingoiare docilmente tutto”. Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin nel suo discorso sulla Piazza rossa, dove con i rintocchi dell’orologio della Torre Spasskaya è iniziata la parata del 9 maggio per il 77esimo per la vittoria contro la Germania nazista.

“Non rinunceremo mai all’amore per la Patria, alla fede e ai valori tradizionali, al rispetto per tutti i popoli e le culture.

E in Occidente, questi valori millenari, a quanto pare, hanno deciso di cancellarli. Tale degrado morale divenne la base per ciniche falsificazioni della storia della seconda guerra mondiale, incitando alla russofobia, elogiando i traditori, deridendo la memoria delle loro vittime, cancellando il coraggio di coloro che vinsero, battendosi per la Vittoria”, ha detto Putin.

L’Ucraina voleva invadere la Crimea
“Erano in corso i preparativi per un’altra operazione punitiva nel Donbass, per un’invasione delle nostre terre storiche, compresa la Crimea”. “A Kiev avevano annunciato la possibile acquisizione di armi nucleari” ha detto Putin.

La Nato ci minacciava
 Nato ci minacciava, l’operazione militare in Ucraina è stata inevitabile, ha detto Putin parlando sulla piazza rossa. “La Russia non voleva l’aggressione, ma non ha avuto scelta, è stata una decisione forzata, tempestiva e l’unica giusta: la decisione di un Paese sovrano, forte, indipendente” ha detto il presidente russo Vladimir Putin nel suo discorso sulla Piazza rossa, dove con i rintocchi dell’orologio della Torre Spasskaya è iniziata la parata del 9 maggio per il 77esimo per la vittoria contro la Germania nazista.

“Il blocco NATO ha avviato lo sviluppo militare attivo dei territori a noi adiacenti” ha detto Putin riferendosi all’Ucraina. “Così, una minaccia per noi assolutamente inaccettabile è stata sistematicamente creata, direttamente ai nostri confini. Tutto indicava che uno scontro con i neonazisti, Bandera, su cui puntavano gli Stati Uniti e i loro partner, sarebbe stato inevitabile. Ripeto, abbiamo visto come si sta sviluppando l’infrastruttura militare, come hanno iniziato a lavorare centinaia di consulenti stranieri, ci sono state consegne regolari delle armi più moderne dai paesi della NATO. Il pericolo cresceva ogni giorno”.

“Compagni ufficiali, sottoufficiali, compagni, generali e ammiragli, mi congratulo con voi per il 77esimo anniversario della grande vittoria. Anche ora in questi giorni voi combattete per la nostra gente nel Donbass, per la sicurezza della nostra patria”. Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin aprendo il suo discorso per la giornata della vittoria. 

Mosca, cancellata parte aerea della parata della Vittoria

La parte aerea della parata a Mosca è stata cancellata “per le condizioni meteo”. Lo ha annunciato l’addetto stampa del presidente russo, Dmitri Peskov, citato dalle agenzie russe.

La commemorazione

Giornata di commemorazione a Mosca: è in corso nella Piazza Rossa di Mosca la parata della Giornata della Vittoria, nel 77mo anniversario che ha visto l’Unione sovietica prevalere nella “Grande guerra patriottica”, la Seconda guerra mondiale.

Fu proprio la sera dell’8 maggio del 1945 (il 9 maggio secondo il fuso orario di Mosca) che la Germania nazista firmò presso Berlino l’atto di capitolazione, che sancì ufficialmente la vittoria dell’Urss nel conflitto mondiale. Il programma prevede, come da tradizione, la deposizione di una corona di fiori presso la Tomba del Milite ignoto sotto le mura del Cremlino, presso i Giardini di Alessandro, da parte delle piu’ alte cariche dello Stato eurasiatico. L’evento principale è però la sfilata delle truppe russe, che quest’anno vedrà la partecipazione di 11 mila militari, oltre a 131 unità di armi moderne e attrezzature belliche, tra cui anche missili ipersonici capaci di portare testate nucleari, e 77 tra aerei ed elicotteri.

Prima di questa imponente parata, il presidente russo, Vladimir Putin, rivolgerà un discorso alla nazione e al mondo intero, in cui solitamente viene sottolineato e rivendicato il grande sacrificio, umano e materiale, dell’Unione sovietica e del suo popolo nell’aver contribuito in maniera decisiva a sconfiggere il nazismo durante la Seconda guerra mondiale.

L’intervento di Putin assume particolare importanza quest’anno, in quanto la Russia è impegnata nel conflitto in Ucraina, per il quale il Cremlino ha dichiarato ufficialmente l’obiettivo della “denazificazione” del Paese. Inoltre il presidente russo potrebbe annunciare l’avvio di un’ulteriore fase del conflitto, dichiarando ufficialmente guerra a Kiev, o enunciare ulteriori obiettivi da raggiungere per Mosca.

Nei giorni scorsi si è ipotizzato che Putin possa sfruttare l’occasione per fare un annuncio importante, o addirittura per dichiarare guerra totale all’Ucraina, uno step successivo rispetto all'”operazione militare speciale”, come Mosca definisce l’invasione dell’Ucraina. Ma il Cremlino ha smentito.

Dopo l’annessione della penisola di Crimea nel 2014, ricorda la Bbc, Putin celebrò il Giorno della Vittoria con un discorso sulla Piazza Rossa sulla sconfitta del fascismo, prima di volare al porto di Sebastopoli sul Mar Nero per celebrare la sua nuova vittoria davanti a migliaia di spettatori. “Quest’anno l’obiettivo principale era quello di annunciare la vittoria, ma il Cremlino dovrà accontentarsi della conquista di buona parte di Mariupol, rivendicando la vittoria sul battaglione Azov dopo i tanti proclami sulla “denazificazione” e sulla “smilitarizzazione” dell’Ucraina.

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