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Progettare il futuro, una sfida nel presente: con Oxfam, a Firenze

 Oxfam - organizzazione impegnata nella lotta alla disuguaglianza e alla povertà - organizza a Firenze la 1a edizione dell’Oxfam Festival Creiamo un futuro di uguaglianza. Due giorni di incontri e dibattiti, in programma il 12 e 13 maggio

Progettare il futuro, una sfida nel presente: con Oxfam, a Firenze
Oxfam

Umberto De Giovannangeli

6 Maggio 2022 - 12.16


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Parlare di futuro. Discuterne. Progettarlo. Tra idealità e concretezza. Mettere a confronto punti di vista, esperienze, sensibilità e ruoli diversi per provare a costruire un’agenda di cambiamento. Nel segno di una pace nella giustizia e della lotta alle disuguaglianze che marchiano il pianeta e i suoi abitanti. E’ la sfida di Oxfam.

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Quanto è viva e soprattutto quanto vegeta è la disuguaglianza? In anni segnati dalla pandemia e conflitti sempre più vicini, l’esigenza di riflettere su questi temi e sulla povertà, si fa sempre più urgente. Per rispondere a questa domanda Oxfam – organizzazione impegnata nella lotta alla disuguaglianza e alla povertà – organizza a Firenze la 1a edizione dell’Oxfam Festival Creiamo un futuro di uguaglianza. Due giorni di incontri e dibattiti, in programma il 12 e 13 maggio presso l’Istituto degli Innocenti.

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9 eventi, che si potranno seguire in presenza e in streaming. Coinvolte oltre 60 personalità delle istituzioni, cultura, informazione, impresa, mondo della ricerca e società civile su temi cruciali quali lavoro, diritti umani, salute, scuola, dramma della guerra che sta attraversando oggi l’Europa, così come molte altre aree dimenticate nel mondo.

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 Incontri del 12 Maggio

Povertà lavorativa: il confronto tra governo, sindacati ed esperti con le vignette di Mauro biani

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I lavori si apriranno con la presentazione del nuovo rapporto Disuguitalia: ridare valore, potere e dignità al lavoro, una drammatica fotografia delle iniquità e disuguaglianze che contraddistinguono il mercato del lavoro italiano. Interverranno il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Andrea Orlando, esperti quali la direttrice dell’Istat Linda Laura Sabbadini, l’economista Vittorio Pelligra e il demografo Alessandro Rosina, la vice segretaria generale della Cgil, Gianna Fracassi, Gianaluca Barbanotti, segretario esecutivo della Diaconia Valdese, Nadin Hammani,socio fondatore di Robin Hood, Yvan Sagnet, Fondatore dell’Associazione NO CAP, con la moderazione di Elena Stramentinoli di Presa diretta e il commento dalle vignette di Mauro Biani di La Repubblica.

“L’Oxfam Festival nasce per approfondire il tema della disuguaglianza, indagarne le cause ed evidenziare gli impatti nella nostra vita quotidiana. Ma il Festival nasce soprattutto per dare un contributo alla produzione di cambiamenti, anche con la condivisione delle buone pratiche.  – spiega Roberto Barbieri, direttore generale di Oxfam Italia – Le disuguaglianze sono ben presenti, intrecciandosi e rafforzandosi l’un l’altra, e solo contrastandole tutti insieme si può sperare di interrompere i loro vortici fatti di ingiustizia, violazione di diritti, esclusione, abusi. Creare un futuro di uguaglianza rappresenta per noi l’ambizione che deve animare l’impegno di istituzioni, aziende, associazioni e mondo della cultura, partendo dalla denuncia di ciò che a oggi produce e perpetua la crescita delle ingiustizie e facendo tesoro delle tante esperienze positive presenti nella nostra società. Per questo partiremo dal lavoro, in crisi, leso nella sua dignità e che troppo spesso non basta a condurre una vita dignitosa. Basti pensare che in Italia, già prima della pandemia, oltre 1 lavoratore su 8 era in una condizione di povertà lavorativa, il 2,5% al di sopra della media europea. E salari troppo bassi interessavano oltre 5 milioni di dipendenti del settore privato, 1 lavoratore su 3, penalizzando soprattutto le donne”.

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 Una realtà di cui Oxfam è testimone diretta per il lavoro quotidiano di lotta alla povertà e all’esclusione che svolge con la rete dei Community Center nelle “periferie” di molte città italiane.

 La sfida della responsabilità sociale d’impresa

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Al centro della tavola rotonda Imprese e diritti umani: quali strumenti per una condotta pienamente responsabile sarà invece la recente proposta di direttiva europea in materia di due diligence obbligatoria su diritti umani e ambiente per le grandi imprese operanti in Ue. Il suo intento è quello di orientare i modelli di business a una maggiore attenzione alla prevenzione, mitigazione e risarcimento di potenziali impatti negativi provocati dall’attività di impresa lungo la filiera. Con la conduzione della giornalista di Sky Tg24 Chiara Caleo, ne discuteranno: Maura Latini, Ad di Coop Italia; Mario Cerutti, Responsabile sostenibilità del gruppo Lavazza; Gianmarco Laviola, Ad di Princes Industrie Alimentari, Luciano Pirovano, Direttore sostenibilità di Rio Mare, Giosuè Di Salvo, portavoce della campagna Impresa 2030, Marco Frey, Presidente Fondazione Global Compact Italia e Marta Pieri di Oxfam Italia.

 La scuola come attore chiave nella lotta alle disuguaglianze

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Altro luogo cruciale nella lotta alle disuguaglianze è la scuola. A discutere dell’allarmante fenomeno della povertà educativa la sociologa Chiara Saraceno, l’economista Mario Biggeri e Alessandro Bechini, responsabile dei Programmi in Italia di Oxfam, con la moderazione di Piero Fachin, vicedirettore di La Nazione.  Non mancherà un confronto diretto – guidato da Bernard Dika, consigliere del Presidente della Regione Toscana – tra gli studenti toscani e i massimi rappresentanti del Ministero dell’Istruzione, per giungere alla questione attualissima dei “patti educativi di comunità”, e a quanto può e deve fare l’istruzione per promuovere inclusione e uguaglianza. Tra gli ospiti Alessandra NardiniAssessora regionale all’istruzione della Regione Toscana, Sara Funaro, Assessora all’educazione e welfare del Comune di Firenze, Alessandro Narducci, della cooperativa Macramè e Claudia Fiaschi, Presidente del Consorzio Coeso, Chiara Mannoni, Responsabile area educazione Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze e Francesca Savi, Responsabile Ufficio Social Responsibility di Burberry in Italia. 

Il dramma di chi fugge dai conflitti in Ucraina e nelle aree dimenticate del mondo

La tragica attualità della guerra e del dramma dei rifugiati verrà raccontata in Voci e storie di persone in fuga, spazio animato da Ilaria D’Amico, giornalista e ambassador di Oxfam Italia, con testimonianze di chi ha dovuto lasciarsi tutto alle spalle a causa di guerre e fame, e inviati di guerra come Nello Scavo di Avvenire e Monica Perosino di La Stampa, Chiara Favilli, docente di Diritto dell’Unione Europea, Riccardo Clerici, responsabile Attività Istituzionali Unhcr Italia, con il contributo di Giulia Capitani e Paolo Pezzati di Oxfam Italia.

 Incontri del 13 Maggio

La disuguaglianza di accesso alla salute al tempo del Covid

La 2a giornata di Creiamo un futuro di uguaglianza si aprirà con l’incontro Salute: diritti ed equità che condurrà al cuore della disuguaglianza di accesso alla salute a livello globale. Giuseppe Smorto, firma di la Repubblica, coordinerà le voci di protagonisti che a vario titolo hanno calcato la scena della pandemia negli ultimi 2 anni: Winnie Byanyima, direttrice di Unaids, Walter Ricciardi, Consigliere scientifico del Ministro della Salute, Francesca Fiorino, dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, Alberto Zanobini, Direttore Generale Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze, Salvatore Geraci, della Società Italiana di Medicina delle Migrazioni, Claudio Martini, ex presidente della Regione Toscana, Samuele Greco, medical coordinator in Sierra Leone di Emergency e Sara Albiani di Oxfam. 

 Valorizzare la disuguaglianza nelle diversità

In Dialoghi sulla disuguaglianza, Elisa Bacciotti, responsabile Campagne di Oxfam Italia e Eugenio Fatigante di Avvenire porranno interrogativi su come valorizzare l’uguaglianza nelle diversità, dando impulso alla creazione di società più eque, mobili e dinamiche. All’intervento introduttivo di Gabriela Bucher, direttrice esecutiva di Oxfam International, seguiranno i contributi di Marina Sereni, Vice Ministra degli Affari Esteri, Ezio Mauro, editorialista di la Repubblica, Marta Pedrajas, filosofa ed economista del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale Vaticano, Giuseppe Provenzano, già Ministro per il Sud e la coesione territoriale, Filomena Maggino, docente di statistica sociale, Leonardo Becchetti, economista, Patrizia Luongo, ricercatrice del Forum Disuguaglianze e Diversità.

Cultura, finanza etica e commercio equo solidale

Tra gli altri temi anche cultura e finanza, la 1a con Camilla Baresani, Nadeesha Uyangoda, Giusi Fasano, e Marco Cartasegna in Voci e storie contro la disuguaglianza, moderato da Paolo Iabichino;la 2a nel workshop con Banca Etica, Il grande gioco della finanza etica, installazione ludica che invita le persone a coltivare un’educazione critica alla finanza, al fine di rendersi protagonisti delle proprie scelte e premiare comportamenti virtuosi in ambito finanziario. 

 Verranno anche presentati il nuovo e-commerce di Oxfam e I was a Sari, l’impresa sociale indiana fondata da Stefano Funari nel 2013, che offre accessori e capi contemporanei realizzati, donando nuova vita a sari di seconda mano, da donne indiane in condizioni svantaggiate, garantendo loro una fonte di reddito regolare e l’indipendenza economica. All’incontro – che sarà moderato da Maria Elena Barnabi, di Gente – interverranno assieme a Funari, Giulia Camparsi, Supply Chain Manager di Fair Trade Italia, Chiara Ricci, web marketing specialist di Filaretee Silvio Camilli di Oxfam Italia.

DISUGUITALIA

La pandemia ha aggravato le condizioni economiche delle famiglie italiane e rischia di ampliare a breve e medio termine i divari economici e sociali preesistenti. Nel primo anno di convivenza con il coronavirus in Italia è cresciuta la concentrazione della ricchezza. La quota, in lieve crescita su base annua, di ricchezza detenuta dal top-1% supera oggi di oltre 50 volte quella detenuta dal 20% più povero dei nostri connazionali. Il 5% più ricco degli italiani deteneva a fine 2020 una ricchezza superiore a quella dell’80% più povero .Nei 21 mesi intercorsi tra marzo 2020 e novembre 2021 ilnumero dei miliardari italiani della Lista Forbes è aumentato di 13 unità e il valore aggregato dei patrimoni dei super-ricchi è cresciuto del 56%, toccando quota 185 miliardi di euro alla fine dello scorso novembre. I 40 miliardari italiani più ricchi posseggono oggi l’equivalente della ricchezza netta del 30% degli italiani più poveri (18 milioni di persone adulte). L’inversione delle fortune, iniziata dalla metà degli anni ‘90, con una marcata divergenza tra le quote di ricchezza del 10% più ricco e della metà più povera della popolazione italiana, non sembra allentarsi nel biennio 2020-2021 con le famiglie più povere incapaci di intercettare la significativa crescita del risparmio registrata durante la pandemia.

Alla riduzione delle spese per consumi è corrisposto nel 2020 un significativo aumento dell’incidenza della povertà assoluta. Oltre 1 milione di individui e 400.000 famiglie sono sprofondati nella povertà, sebbene su questo disastro sociale possa aver inciso maggiormente – a differenza della precedente recessione – il cambiamento pandemico delle abitudini di consumo rispetto alla perdita di potere d’acquisto, pur significativa, delle famiglie.

“Il quadro sociale avrebbe potuto essere ancor più grave, se il Governo non avesse potenziato le misure di tutela esistenti e messo in campo strumenti emergenziali nuovi di supporto al reddito – annota  Elisa Bacciotti, responsabile Campagne di Oxfam Italia – I massicci trasferimenti hanno anche attenuato le disuguaglianze retributive e reddituali, ma le prospettive a breve restano incerte, data la temporaneità degli interventi e i rischi, tutt’altro che scongiurati, di un ritorno allo status quo pre-pandemico. In primis, per quanto riguarda il nostro mercato del lavoro profondamente disuguale e che genera, in modo strutturale, povertà da decenni”.

La ripresa occupazionale del 2021 non è trainata da lavoro stabile e rischia di riproiettarci nel mondo pre-pandemico, che ha visto crescere la quota dei working poor di oltre 6 punti percentuali dall’inizio degli anni ‘90.

“Sono diversi i motivi, non rimossi dalla pandemia, che rendono oggi il lavoro insufficiente a condurre una vita dignitosa per tante persone: l’espansione di lungo corso di occupazioni in settori a bassa produttività e con salari insufficienti, la prevalenza nel tessuto produttivo di piccole e micro imprese con propensione all’innovazione mediamente molto debole e sottoutilizzo del capitale umano, le strategie competitive delle imprese italiane basate sulla compressione del costo del lavoro, la deregulation contrattuale, la diffusione del part-time in prevalenza involontario”, sottolinea ancora  Bacciotti.
Il contrasto alle disuguaglianze e in particolare la portata redistributiva di alcuni interventi strutturali messi in campo nel 2021 dal Governo Draghi sconta le difficili convergenze di una maggioranza disomogenea e la prevalenza di pulsioni conservatrici.

“Crediamo che la razionalizzazione delle misure di sostegno alle famiglie con figli intrapresa dall’attuale Governo sia largamente apprezzabile, così come l’azione sul riordino degli ammortizzatori sociali, anche se ancora incompleta. Le scelte in materia di riforma del sistema fiscale ci appaiono invece discutibili, dimenticando l’obiettivo di garantire maggiore equità orizzontale in favore di una crescita quantitativa, che offusca la dimensione sociale dello sviluppo. L’intervento effettuato sul reddito di cittadinanza nella legge di bilancio è inoltre fortemente deludente, mancando di recepire quasi tutte le indicazioni di riforma per rendere questo strumento più equo ed efficiente nel contrasto alla povertà”, conclude Bacciotti.

Per contribuire alla riduzione delle disuguaglianze tra i Paesi, Oxfam chiede al Governo italiano di agire sullo scacchiere internazionale per: Porre fine all’apartheid vaccinale sospendendo i brevetti, favorendo la condivisione di know-how e tecnologia sui vaccini Covid-19, investendo in centri di produzione vaccinale nel Sud del mondo, redistribuendo immediatamente ed equamente i vaccini esistenti e mantenendo le promesse fatte di donare 45 milioni di dosi ai Paesi in via di sviluppo;  Riallocare, a favore dei Paesi vulnerabili, una generosa quota dei diritti speciali di prelievo (Dsp),assicurando la fruibilità senza condizionalità di tali risorse da parte dei Paesi beneficiari, riconoscendone la natura concessionale e il carattere addizionale rispetto ad altri impegni finanziari;   Riportarsi sulla traiettoria del rispetto dell’impegno a destinare entro il 2030 lo 0,7% del reddito nazionale lordo all’aiuto pubblico allo sviluppo;  Supportare la creazione di un organismo internazionale autonomo con mandato di sovrintendere alle sospensioni temporanee e occuparsi della sostenibilità nel lungo periodo delle esposizioni debitorie, evagliare i necessari interventi di riduzione/ristrutturazione del debito.    

Essere pacifisti è anche questo. Combattere l’avidità dei pochi e difendere i diritti dei tanti. In Ucraina, nel mondo. Contro le guerre e l’annientamento da Covid. Ricordarlo oggi è un dovere morale. Perché il pacifismo, quello vero, si ribella alla gerarchia degli orrori, non usa pesi e misure diverse a seconda se la vittima è ucraina, siriana, afghana o yemenita. E si batte contro le multinazionali dei farmaci che si arricchiscono sulla pelle dei più deboli, negando loro il vaccino. Il pacifismo è giustizia. O non è. 

E Oxfam è pronta a ribadirlo nella due giorni di Firenze. Progettare il futuro si può. Si deve. E discuterne è bello, oltre che utile. Partecipare per credere.

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