In questo mese e mezzo di guerra sono stati tanti gli esempi di autori russi tolti dai programmi di studio o dalle locandine dei teatri dell’opera, sull’onda lunga dei sentimenti contro la guerra in Ucraina. Una situazione e un atteggiamento difficile da capire, per chi non è direttamente coinvolto nel conflitto.
A questo proposito è intervenuta all’Adnkronos Natalia Iordanov, direttrice artistica dell’Ukrainian Classical Ballet in questi giorni in tournée in alcuni tra i maggiori teatri italiani.
“Condividiamo le scelte e l’operato del nostro presidente Zelensky, di tutto il governo, siamo un Paese invaso, siamo in guerra e gli orrori e le violenze, da parte dei russi, a cui stiamo assistendo sono inaccettabili. Un vero e proprio genocidio. L’Ucraina deve continuare a far sentire la propria voce, anche ‘bandendo’ compositori immensi come Petr Cajkovskij”.
“Purtroppo abbiamo dovuto cancellare dal nostro repertorio, per il momento, ‘Il Lago dei cigni’ – ha aggiunto Natalia Iordanov – Confesso di essere preoccupata, Cajkovskij ha scritto tra le pagine più belle della letteratura coreografica dell’800, ma al momento non abbiano scelta. Accanto a ‘Giselle’ stiamo portando in Italia anche un gran gala”.
“Non possiamo mollare la presa proprio in questo momento – ha proseguito la direttrice dell’Ukrainian Classical Ballet – L’Italia, le famiglie, i teatri italiani ci hanno accolto. I nostri ragazzi non vogliono elemosine, vogliono lavorare, ballare. I soldi che guadagnano spesso vengono spediti, quando possibile, alle loro famiglie. Seppur giovanissimi hanno tutti una grande forza e un’energia invidiabile. Non è facile andare in scena quando il tuo Paese brucia”, ha concluso.