Due settimane dall'inizio dell'invasione di Putin in Ucraina: Kiev è sotto assedio, Mariupol in mano ai russi
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Due settimane dall'inizio dell'invasione di Putin in Ucraina: Kiev è sotto assedio, Mariupol in mano ai russi

I ministri degli esteri russi e ucraini sono a colloquio in Turchia, con la mediazione di Erdogan. In tanto continuano a morire civili, sotto gli attacchi russi.

Due settimane dall'inizio dell'invasione di Putin in Ucraina: Kiev è sotto assedio, Mariupol in mano ai russi
Ucraini in fuga
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10 Marzo 2022 - 14.43


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Nel quindicesimo giorno di guerra, l’incontro di più alto livello tra i due Paesi dall’inizio dell’invasione, quello tra i ministri degli Esteri russo, Serghei Lavrov e ucraino, Dmitro Kuleba, non ha prodotto risultati né tantomeno è riuscito a concordare un cessate-il-fuoco. Kuleba ha riferito di aver chiesto una tregua di 24 ore e un corridoio umanitario per la fuga dei civili da Mariupol.

Lavrov non ha mostrato di voler fare concessioni, ripetendo le richieste russe che l’Ucraina sia disarmata e accetti uno status neutrale. I due hanno concordato di continuare gli sforzi per cercare una soluzione, Kuleba ha aggiunto di esser pronto a incontrare di nuovo Lavrov, quest’ultimo ha riposto che la Russia è pronta a continuare i colloqui con l’Ucraina nel quadro del formato utilizzato in Bielorussia, ma che è troppo presto per organizzare un vertice tra i leader dei due Paesi, Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky.

Kiev. Proseguono i combattimenti alla periferia di Kiev su tre fronti: i russi sono ormai alle porte della capitale ma secondo l’intelligence occidentale la colonna di corazzati piazzata a nord-ovest della città ha fatto pochi o nessun progresso negli ultimi giorni. A nord di Kiev, i soldati hanno eretto posti di blocco e scavato trincee, a -9 gradi. Secondo Vadym Denysenko, portavoce del ministero dell’Interno ucraino, le forze ucraine hanno distrutto cinque carri armati russi in una controffensiva alla periferia occidentale della capitale.

Mariupol. Mosca ha annunciato di aver preso il controllo di “diversi quartieri” di Mariupol, città assediata da giorni. Secondo Kiev, un convoglio umanitario che cercava di raggiungere la città è stato costretto a fare marcia indietro a causa dei combattimenti; e Kiev ha anche accusato Mosca di aver deliberatamente impedito l’evacuazione dei civili perché non è riuscita a impossessarsi della strategica città portuale sul Mar Nero. A mezzogiorno le autorità comunali hanno annunciato la ripresa dei bombardamenti sulle abitazioni. Ieri le autorità ucraine avevano accusato Mosca di aver bombardato un reparto di maternità e un reparto pediatrico nella città, durante il cessate-il-fuoco concordato per consentire ai civili di fuggire. Nel bombardamento, ha riferito oggi l’amministrazione comunale, sono morte tre persone fra cui una bambina (ieri la stessa amministrazione aveva parlato di 17 feriti)

Un nuovo bombardamento stamane ha colpito un edificio residenziale vicino alla città di Kharkiv causando quattro morti, di cui due bambini. Un attacco ha colpito il villaggio di Slobozhanske, nel sud-est del paese, ferita una bambina di 5 anni, ma i soccorritori scavano tra le macerie per estrarre altri corpi.

Sul terreno ieri sono rimasti i corpi dei bimbi dell’ospedale pediatrico di Mariupol colpito dagli attacchi russi che ancora una volta hanno rotto la fragile tregua stabilita per i corridoi umanitari che hanno permesso, l’evacuazione di soli 35mila civili dalle città ucraine. E scatenato l’ira di Zelensky che torna ad accusare la Russia di “crimine di guerra” e “la prova definitiva che è in corso il genocidio degli ucraini”. Nella notte raid russi nella regione di Sumy hanno fatto altri morti, tre dice il bollettino ucraino. Oggi è prevista l’apertura di altri tre corridoi umanitari, si vedrà se la tregua sarà effettiva.

Kiev si è detta pronta alla “soluzione diplomatica” e a discutere la richiesta russa di neutralità ma non cederà “un solo centimetro” di territorio”. Dal canto suo Mosca chiede invece che i colloqui tengano conto del fatto che “le repubbliche di Donetsk e Lugansk sono stati sovrani e indipendenti” e devono essere riconosciute come tali.

I mercati, almeno quello asiatico, guardano alle trattative con fiducia. La Borsa di Tokyo segna oggi il maggior rialzo giornaliero dal dicembre 2020, prendendo spunto dal recupero degli indici azionari Usa, con gli investitori che tornano sul mercato dopo la repentina flessione dei prezzi petroliferi, oltre il 10%. Sullo sfondo il continuo scambio di minacce e allarmi. Con Zelensky che crede “la minaccia della guerra nucleare sia un bluff” di Putin e la Casa Bianca che avverte invece del rischio che la Russia “usi armi chimiche” in Ucraina. Un altro fronte diplomatico sarà aperto in Polonia con l’arrivo nella notte della vicepresidente americana Harris che incontrerà presidente e premier.

Nel tentativo di ricucire lo strappo provocato dall’annuncio del governo di Varsavia dell’intenzione di usare i Mig-19 nei cieli ucraini. Intenzione subito bocciata dal Pentagono. Ancora timori per le centrali nucleari sul territorio ucraino con l’inquietante silenzio dalla centrale nucleare ucraina di Zaporizhzhia che ieri, spiega l’Agenzia internazionale per l’energia atomica che monitora il sito, ha smesso di trasmettere dati. Un’interruzione nelle comunicazioni registrata anche dal sito di Chernobyl: l’Aiea si dice “preoccupata”.

L’Europa intanto prosegue nell’inasprimento delle sanzioni. Sarà un vertice del Consiglio europeo a stabilire le azioni destinate a indebolire Russia e Bielorussia. Con un occhio al boomerang che però sanzioni e guerra determinano su tutto l’occidente. La spinta sui prezzi esercitata dal conflitto farà sì che la crescita sarà inferiore al 4%, la premessa dalla quale partiranno i leader per stabilire le contromisure. Anche la Bce, che oggi riunisce il suo direttivo, è pronta a tornare in modalità emergenza. L’Fmi intanto approva aiuti per 1,4 miliardi di dollari a Kiev. Altre risorse a Kiev arriveranno da oltreoceano dopo il primo voto al Congresso americano per l’approvazione del budget che contempla anche 14 miliardi per l’Ucraina. Intanto l’isolamento economico di Mosca si arricchisce di nuovi abbandoni dell mercato russo. Ora è la volta di Sony, Nintendo Heineken e Carlsberg che fermano le vendite in Russia.

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