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Morawiecki fa il gradasso ma poi fa marcia indietro: "Le mie parole erano un'iperbole"

In un'intervista al Financial Times: "Se la Commissione Ue avvierà la terza guerra mondiale sul tema del rispetto dello stato di diritto, ci difenderemo in ogni modo possibile"

Il premier polacco, Mateusz Morawiecki
Il premier polacco, Mateusz Morawiecki

admin Modifica articolo

25 Ottobre 2021 - 11.00


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Il leader polacco Morawiecki voleva fare il gradasso e spaventare con parole forti, ma è stato costretto a fare marcia indietro: dopo l’intervista rilasciata al Financial Times, in cui il primo ministro aveva dichiarato “se la Commissione Ue avvierà la terza guerra mondiale sul tema del rispetto dello stato di diritto, ci difenderemo con tutte le armi a nostra disposizione”, Varsavia correi ai ripari, anche in seguito alle dure critiche di alcuni esponenti dell’opposizione tra cui Donald Tusk, presidente del Partito popolare europeo (Ppe), che in un tweet ha commentato: “In politica la stupidità è causa delle più gravi disgrazie”.
“L’Unione europea è un progetto che ha contribuito con grande successo a stabilire una pace duratura tra i suoi Stati membri. Non c’è posto per la retorica di guerra nelle relazioni tra gli Stati membri o tra gli Stati membri e le istituzioni”, aveva affermato il portavoce della Commissione europea, Eric Mamer, ad una domanda sulle dichiarazioni del premier polacco, Mateusz Morawiecki, nell’intervista al Financial Times. Quanto al Piano per il Recovery polacco Mamer aveva spiegato che “i contatti” tra Bruxelles e Varsavia sono costanti. Non c’è una nuova scadenza ma le discussioni proseguono”.   

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